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La cosmesi come la farmaceutica: principi attivi e ingredienti funzionali

Afsoon Neginy racconta l’approccio olistico ed ecosostenibile dei prodotti Sinesia: curare la pelle, i capelli e il cuoio capelluto insieme all’ambiente e alla mente umana

Lampoon: intervista a Afsoon Neginy

Afsoon Neginy, imprenditrice in cosmetica, è co-fondatrice di Sinesia nel 2018. Si trovava in un aeroporto tedesco, racconta. «Pensavo al tempo che passa, al suo trascorrere. A volte sembra lento, a volte troppo veloce, a seconda di quello che stiamo aspettando. In libreria vedo un libro di Philip George Zimbardo, il sociologo dell’esperimento di Stanford. ‘Il paradosso del tempo’ parlava proprio di quella che è la nostra percezione dello scorrere del tempo. Non è lineare, è ciclico, ritorna. Da lì, l’idea di una linea di prodotti che aiutasse a scandire il tempo. Quando ne abbiamo poco vogliamo fare qualcosa di veloce per il nostro benessere. Quando ne abbiamo di più possiamo indugiare». Trasformare i momenti dedicati alla cura della pelle in uno strumento per gestire al meglio il tempo.

Sinesia: il tempo e il valore della testa

La tematica temporale è il primo pilastro su cui Neginy ha voluto costruire la filosofia di Sinesia. Il motto scelto è ‘Mind The Time’: ‘Bada al tempo’. Le prime linee prodotte seguivano quindi due concetti. Una è stata chiamata ‘Slow motion’, pensata per i momenti in cui ci si può dedicare più lentamente alle pratiche cosmetiche. La seconda ‘Like a click’, un insieme di prodotti ad azione più rapida da incastrare tra i ritagli di tempo.

Il secondo pilastro spiega meglio la concezione alla base del brand, riassunta in quattro parole: ‘Dal collo in su’. «La testa è la parte più importante del nostro corpo. È dove sta il cervello, custodito dalla scatola cranica. È la pelle a collegare tutto: quella del viso, quella del collo. Anche del cuoio capelluto, a cui non facciamo mai attenzione. Curiamo i capelli, mai la pelle sottostante.  Se un terreno non è buono, la pianta non cresce. In più si aggiunge il fatto che – come spiegava Paul MacLean – di cervello ne abbiamo più di uno. C’è il rettiliano, il limbico e la neocorteccia. Quello primitivo e istintivo, quello pensante e creativo, quello empatico e sociale. Sono tre elementi che vanno equilibrati». La ricerca di diverse profumazioni e texture dei prodotti prova a rispondere a questa necessità. Alcuni tendono a un effetto calmante, altri energizzante. «Comunque, si tratta di benessere: non posso lavorare sulla bellezza se non faccio stare bene la persona».

Sinesia: cosmetica e ambiente

Terzo punto: il rispetto dell’ambiente. «Non possiamo continuare a mettere al mondo prodotti che inquinano o non sono biodegradabili». I prodotti Sinesia, dice Neginy, hanno formule costituite «tra il 90 e il 95% da ingredienti biodegradabili, in base ai test OECD 301. Proviamo a non inquinare il suolo o le acque marine. Cerchiamo di usare il più possibile ingredienti naturali. Bisogna ricordare che non sempre naturale è sostenibile, ma quello che viene dalla natura è quantomeno più compatibile con la nostra pelle».

Il 20% dell’impatto ambientale di un prodotto, dice Neginy, deriva dal packaging. «Usiamo plastiche riciclate da un minimo del 50% a un massimo del 100%. A questo aggiungiamo qualche accorgimento. I vasetti, ad esempio, sono riutilizzabili. All’interno c’è il contenitore di plastica riciclata che contiene il prodotto e questo andrà buttato una volta finito. I vasetti però si possono tenere». Il 40% dell’impatto ambientale dal consumo. «Se mi sto lavando i capelli o il viso e lascio l’acqua scorrere, sia a casa che in salone, il consumo idrico sarà molto alto. Tenendo questo a mente abbiamo sviluppato alcuni prodotti in polvere, come lo shampoo, che di solito è fatto all’80% da acqua. Che senso ha quando si può usare una polvere concentrata che diventa schiuma a contatto con l’acqua?».

Le linee Sinesia hanno due certificazioni ambientali, a supporto di quanto racconta Neginy. La prima è Vegan Ok, standard per confermare la provenienza non animale sia degli ingredienti dei prodotti che del packaging. La seconda è LifeGate Impatto Zero®, che al calcolo dell’impronta carbonica aziendale accompagna lo studio di azioni per ridurne e compensarne le emissioni. Tutte le tre sedi produttive del marchio sono in Italia, due in Veneto e una in Toscana.

L’ultima linea lanciata – sono sette in totale – è «tutta prodotta a freddo, un po’ come la maionese», dice Neginy. «Si chiama appunto ‘Cool Beauty’ ed è stata una sfida dal punto di vista tecnico, che però porta diversi vantaggi. Lato consumatore, garantisce ad esempio che le vitamine, ingredienti termolabili, mantengano le loro proprietà intatte fino all’ultimo. Lato ambientale, non si utilizza calore nel processo produttivo: meno riscaldamento, meno inquinamento».

Afsoon Neginy, co-fondatrice di Sinesia e direttrice sostenibilità di AGF88 Holding, Gruppo cosmetico multimarca italiano

Neginy, nata a Teheran, è anche Coo Business e direttrice sostenibilità di AGF88 Holding, Gruppo cosmetico multimarca italiano. Racconta che fin da piccola ha sempre tenuto alla «bellezza della pelle». L’attitudine si è mischiata con il suo percorso formativo. «Sono sempre stata un po’ un ‘piccolo chimico’, avevo la passione di mescolare le cose. Mi sono iscritta a Farmacia proprio perché mi piaceva molto la chimica, costruire un farmaco, mettere insieme le molecole giuste». Dopo aver capito di non voler lavorare «né in ospedale né in farmacia» ha proseguito il suo percorso di studi entrando nel settore della formulazione skincare. «Con il passare del tempo sono scivolata nel marketing, saranno ormai 20 o 25 anni che non faccio il chimico», racconta.

Anche lavorando nella parte analisi, mercati e strategie, in un ambito come quello cosmetico – è passata anche da Revlon – «sapere come sono fatti e come si possono costruire i prodotti aiuta molto». La cosmesi, dice, «è come un mosaico di scienze messe insieme. È un mondo molto simile al farmaceutico. Non stiamo facendo farmaci, ma le strutture chimiche sono quelle: principi attivi e ingredienti funzionali a uno scopo preciso». Poi ci sono le «similitudini con il fashion, con l’aspetto estetico e decorativo del prodotto» e con l’alimentare: «basta pensare alla diffusione degli integratori in cosmetica».

L’affidabilità e l’efficacia di un prodotto non è legata tanto da un discorso di «materie prime», spiega Neginy, quanto più «ai principi attivi e a come metti insieme gli ingredienti». Da azienda ad azienda, «non è che qualcuno ha materie prime che gli altri non hanno. È più come queste vengono trattate, da dove vengono, come usarle».

Il futuro dell’industria skincare

Neginy riflette sulla direzione in cui sta andando l’industria in cui ha lavorato per decenni. Grande cesura rispetto al passato è che «il mondo del beauty in cosmetica è diventato assolutamente genderless. I target sono fluidi, anche sotto il profilo dell’età. A parte pochi prodotti, non c’è più la filosofia di qualche anno fa per cui una specifica crema veniva presentata ad esempio solo per donne in fase di invecchiamento». I consumatori «non vogliono più entrare in categorie definite e questo si accompagna al concetto della personalizzazione dei prodotti, un altro grande trend». È poi tornato «per non passare più» il concetto di bellezza olistica. «Sul sito di Sinesia in quest’ottica presentiamo esercizi da accoppiare ai prodotti, dall’automassaggio alla ginnastica facciale. Ormai è assodato che il benessere della pelle passa per vari elementi: la crema, ma anche l’allenamento, l’alimentazione». Legante di tutto è l’attenzione all’ecosostenibilità, «ma questo non ha a che fare con la cosmetica, è ormai un principio valido per ogni settore».

Afsoon Neginy

Afsoon Neginy nasce a Teheran, nel 1962. Si trasferisce in Italia per studiare Farmacia. Vive a Perugia e poi a Ferrara, dove si laurea. Sposta la sua attenzione verso il campo del marketing e del management ed entra a far parte del consiglio direttivo dell’associazione cosmetologi dell’Università di Ferrara. Nel 2018 fonda Sinesia

Giacomo Cadeddu

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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