Lampoon, Metaverso a Decentraland
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Metaverso: le persone sono pronte ad acquistare abiti che non esistono?

Metaverse Fashion Week – una rivoluzione antropologica in atto nella moda: minaccia per le emozioni o solo naturale evoluzione dell’homo oeconomicus?

Il futuro della moda nel Metaverso

Le persone sono pronte ad acquistare abiti che non esistono? Qual è il budget che destinerebbero a questi?  Squarespace è una società americana di creazione e hosting di siti Web. Ha condotto uno studio per valutare l’impatto che Internet ha sulle persone e sulle diverse generazioni. Il 60% della Generazione Z e il 62% dei Millenial ritengono più importante la vita digitale e il proprio aspetto online della vita tangibile. La multinazionale ha valutato che su duemila adulti circa uno su due afferma di ricordare con più facilità il colore di un sito che non il colore degli occhi di qualcuno. Kinjil Mathur, Chief Marketing Officer di Squarespace ha affermato: 

The majority of Gen Z believe that how you present yourself online is more important than how you present yourself in person. And while 92% of Gen Z are typically multitasking with other activities while browsing the web, they’re also more likely to remember the color of a website than someone’s eye color.

Squarespace: lo studio sull’impatto che Internet ha sulle persone

Questo studio si può interpretare nella valutazione dei comportamenti dei soggetti all’interno del Metaverso. Gli abiti e gli accessori, acquistati per il proprio avatar, avrebbero la funzione di espediente sociale per favorire la socializzazione e l’integrazione del soggetto virtuale all’interno di gruppi. L’abbigliamento, anche in uno spazio irreale, rimane il metodo più efficace di comunicare se stessi, la propria personalità e i propri interessi. L’acquisto di beni di lusso assume un valore primordiale e congenito. Il segreto è non scindere più la concezione di mondo reale e di mondo virtuale. Sarà sempre più naturale unire i due pensieri in un unico concetto con un’ideale di circolarità e riproduzione. Magari assieme a un paio di scarpe comprate sul pianeta Terra venderanno anche un QR code di un paio digitale da far indossare al proprio avatar. 

Mark Zuckemberg: Metaverso non è un neologismo

Mark Zuckemberg quasi all’alba del 2022 ha annunciato la nascita di un mondo virtuale tridimensionale parallelo a quello reale. Raggiungerà un miliardo di persone in un decennio, creando milioni di posti di lavoro, facilitando una digitalizzazione totale e inclusiva dei soggetti all’interno di uno spazio realizzato a immagine e somiglianza di quello che già conosciamo. Il nome Metaverso non è un neologismo. Lo scrittore francese di romanzi cyberpunk, Neal Stephenson, lo aveva già impiegato in un lavoro pubblicato nel 1992 per raccontare una realtà virtuale fatta di avatar attivi grazie ai comandi degli uomini. 

Il progetto del padre fondatore del colosso Facebook è uno slancio nel futuro. Già la pandemia ha velocizzato i processi di tecnologizzazione, dimostrando la naturale abilità di adattamento degli esseri umani a nuove dimensioni. Sdoganato l’acquisto di beni di prima necessità attraverso lo smartphone, lavorare da casa e organizzare videochiamate per gestire le attività. Il pagamento elettronico di bollette e servizi è aumentato, favorendo l’approdo al mondo Internet anche delle generazioni dello scorso secolo. Piccole e medie imprese si sono adoperate per implementare le proprie vendite attraverso social network e siti online. Una vera e propria rivoluzione antropologica, ancora in atto, la cui fase finale è il Metaverso. 

La realtà virtuale è un’opportunità di crescita economica per singoli e per multinazionali alla ricerca di nuove forme di guadagno e di marketing. Un uomo in Polka City, piattaforma di gioco lanciata nel 2021 per la vendita di NFT ha guadagnato 10mila dollari grazie a un’officina e una banca virtuale. 

Lampoon, Polka City
Polka City, piattaforma di gioco lanciata nel 2021 per la vendita di NFT

La moda nel Metaverso

In questo villaggio globale la moda rappresenta il gancio di traino. Gucci e Dolce & Gabbana hanno valutato i benefici di questo mondo digitale che conta un fatturato di 20 miliardi di dollari in meno di dieci anni. RFTKT, fondato in piena crisi pandemica nel 2020 da Benoit Pagotto, Chris Le e Steven Vasilev, è un atelier digitale specializzato nella creazione di sneakers virtuali, meme con una filosofia di design avanguardistico. A febbraio 2021 il marchio ha collaborato con FEWOCiOUS, un’artista diciottenne di Seattle, per la creazione di una piccola collezione di cybersneakers. Ricavo: 3,1 milioni dollari dalla vendita degli NFT in meno di cinque minuti. Un risultato che ha destato l’interesse da parte del gigante dell’abbigliamento sportivo Nike, che lo scorso 13 dicembre ha acquisito RFTKT Studios. 

I vestiti, le scarpe, le borse si stanno sempre più smaterializzando per entrare nel mondo parallelo portato avanti da gemelli di umani con sembianze antropomorfe, ma senza anima. La moda all’interno dei videogiochi, però, non è una novità, basti pensare alla collaborazione di Moschino con The Sims, gioco dei primi anni Duemila in cui era possibile creare avatar a proprio piacimento, o alla collaborazione di Louis Vuitton con League of Legend e di Marc Jacobs con Animal Crossing. 

GenesiDolce & Gabbana nel Metaverso

Stefano Dolce e Domenico Gabbana hanno creato una collezione dal nome Genesi composta da nove capi, alcuni reali e producibili sartorialmente, altri virtuali perché non riproducibili con materiali reperibili sulla Terra, come ad esempio le gemme di The Impossible Tiara, color rosso rubino e bianco trasparente non realmente esistenti. Il duo siciliano ha guadagnato circa sei miliardi di dollari dalla vendita all’asta delle creazioni digitali.

Metaverse Fashion Week

Calling all designers, brands, and fashion fans. UNXD x @Decentraland present the first Metaverse Fashion Week. A program of catwalk shows and showcases, pop up shops, after parties, and immersive experiences 24th – 27th March 2022. Have your collections ready!  #mvfw2022

UNXD, marketplace del settore lusso che ha lanciato gli NFT di Dolce&Gabbana, ha annunciato con un Tweet la prima Fashion Week nel Metaverso. Si farà in collaborazione con Decentraland, una piattaforma in cui è possibile acquistare beni tramite la criptovaluta MANA. In questo mondo virtuale si tengono sfilate e feste, sarà possibile comprare capi grazie a pop up store e si potrà interagire con altri utenti.

Il CEO di Tokens.com Andrew Kiguel

Decentraland non sarà il solo ad ospitare gli utenti lungo le sponde delle passerelle. The metaverse is going to impact nearly every type of consumer technology including social media, gaming and fashion. Metaverse Group, our subsidiary, is at the forefront of this evolution. Our collaboration with Decentraland validates our thesis of becoming virtual landlords and being able to generate returns from our NFT properties through immersive experiences for users.

Il CEO di Tokens.com, Andrew Kiguel, ha dichiarato di aver stipulato un contratto di locazione con la piattaforma della criptovaluta MANA. Ha sottolineato di voler diventare proprietari virtuali e di essere in grado di generare rendimenti con i propri NFT. La collaborazione ha l’obiettivo di ampliare l’ecosistema della moda nel Metaverso coinvolgendo il mondo fisico, nuovi stilisti e nuovi progetti NFT.

Metaverso: potenziali effetti negativi 

Il rovescio della medaglia di questa rivoluzione antropologica è che gli esseri umani tenderebbero ad avere degli atteggiamenti psicopatologici negativi di isolamento e distacco dalla realtà. Questo è l’orizzonte in cui la moda digitale potrebbe operare. In una visione di solitudine le donne e gli uomini avranno ancora voglia di comprare le scarpe della loro Maison preferita per mostrarle in ufficio o a una festa? O si accontenterebbero del disegno tridimensionale da far indossare al proprio avatar in una community?

Noemi Soloperto

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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