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Da Milano a Bahia Blanca – Basket ai margini della società

Slums Dunk dal 2011 instaura rapporti con le comunità delle baraccopoli africane attraverso la pallacanestro. Intervengono i fondatori Bruno Cerella e Tommaso Marino

Bruno Cerella e Tommaso Marino, fondatori di Slums Dunk

Slums significa baraccopoli, quartiere degradato. Bruno Cerella e Tommaso Marino, rispettivamente presidente e vicepresidente, hanno chiamato così la loro associazione umanitaria: Slums Dunk. Il gioco di parole deriva da slam dunk – ‘schiacciata’ nel gergo della pallacanestro. Entrambi giocatori professionisti, nel 2011 iniziano a chiedersi come portare il basket nelle città più povere del mondo. «Volevamo accorciare le distanze tra culture, strati sociali, confini statali. Riunire il maggior numero di persone possibile attraverso la palla e cercare di migliorarne la condizione di vita», racconta Bruno Cerella.

L’associazione si è impegnata a togliere i giovani dalle tentazioni delle periferia delle città sovraffollate africane. «Molti di loro, dopo la lezione di scuola (quelli che possono frequentarla), non hanno nulla da fare: non hanno oratori, parchi giochi, centri di formazione pomeridiani. Avevamo intenzione di costruire campetti da basket come punti di riferimento dove i ragazzi potessero imparare a giocare. Abbiamo offerto gli strumenti, la formazione, allenatori volontari».

Mathare, Kenya. Il primo step di Slums Dunk

Passano due anni prima che Bruno Cerella e Tommaso Marino prendano la decisione su dove iniziare il loro progetto. Nel 2014 scelgono Mathare, Kenya. Mathare è una delle baraccopoli più vaste dell’Africa, si trova nella periferia di Nairobi e conta circa 500.000 abitanti. La delinquenza giovanile è diffusa, specialmente tra gang di quartieri diversi della baraccopoli. Nel 2007, dopo le controversie elezioni politiche, scontri e disordini tra gang sono sfociate in una decina di morti, feriti e centinaia di baracche bruciate: il governo ha dovuto far intervenire l’esercito per ripristinare l’ordine.

«A Mathare non esistono strutture di svago e di sport per i giovani. Abbiamo deciso di iniziare da una realtà come quella, ai confini della società nella quale siamo abituati a vivere», prosegue Cerella. «Abbiamo creato la prima Slums Dunk Basketball Accademy. Abbiamo costruito un campetto da basket, istituito una società sportiva con allenatori che donano il loro tempo a seguire i giovani togliendoli dalla strada. I collaboratori di educazione scolastica e i medici ne migliorano le condizioni di vita. L’accesso è libero a chiunque voglia giocare».

Seguendo questa linea nel 2015 creano la seconda Slums Dunk Basketball Accademy a Manyatta B, una baraccopoli della città di Kisumu costruita in gran parte con baracche di fango e legno, all’estremo est del Kenya. Centinaia di bambini possono vivere lo sport sotto la supervisione dei coach formati da Slums Dunk. «L’idea non è solo di costruire campetti e andarsene, ma di rimanere, collaborare con partner del posto, espandendo le competenze anche nel campo medico e scolastico».

Slums Dunk a Ndola, Zambia e Bahia Blanca, Argentina

Nel 2017 Bruno Cerella, Tommaso Marino e il loro team decidono di spostarsi a Ndola, città a nord dello Zambia. Un luogo diverso dalla città di Nairobi, con meno traffico, dove la vita scorre più lenta, ma dove i problemi derivanti dalla povertà delle slums non cambiano. Qui Slums Dunk dà vita a due Basketball Accademy, una nella baraccopoli di Nqwazi e una nella zona rurale di Minsundu.

Nel 2018 Slums Dunk cambia continente: Bahia Blanca, Argentina, città natale di Bruno Cerella. Anche in questo caso costruiscono una società sportiva per i più piccoli in collaborazione con il Club Pueyrredon e, durante il lockdown causato dal covid-19, si impegnano a riqualificare un’area urbana abbandonata trasformandola in un punto di riferimento per i giovani cestisti.

Bruno Cerella e Tommaso Marino prendano la decisione su dove iniziare il loro progetto. Nel 2014 scelgono Mathare, Kenya. Fotografia Simone Raso
Bruno Cerella e Tommaso Marino prendano la decisione su dove iniziare il loro progetto. Nel 2014 scelgono Mathare, Kenya. Fotografia Simone Raso

Milano, PlayGround Stelvio: sport e comunità

Tutto il team di Slum Dunk ha deciso nel 2021 di costruire un progetto di riqualificazione di un’area trascurata anche nella città natale dell’associazione: Milano. Il progetto ‘PlayGround Stelvio: sport e comunità’ segue le stesse fila di quelli precedenti: rigenerazione sociale e urbana attraverso la pallacanestro, un ambiente inclusivo con entrata libera a chiunque. La riqualificazione per Slums Dunk si basa anche su criteri estetici. Il campetto rimodernato è quello in Viale Stelvio all’angolo con via Paolo Bassi. I canestri sono stati inaugurati il 14 luglio.

Slums Dunk, borse di studio

Esportare i valori dello sport in circostanze come quelle delle baraccopoli africane non è scontato che riesca. Si deve trovare il giusto punto di appoggio, il giusto equilibrio tra le intenzioni degli importatori e le abitudini della popolazione indigena. L’essere aiutati non sempre si percepisce come una cosa utile, anzi, spesso può essere giudicato, nel bene o nel male, da chi in quelle situazioni ci è nato e cresciuto. Per questo, per Slums Dunk, la parte della sensibilizzazione e la costante presenza sul territorio sono fondamentali. Essa funge da pilastro in posti dove un governo, per un motivo o per l’altro, non ha le forze di far breccia in alcuni aspetti sociali della propria popolazione.

«Una volta deciso il luogo, cerchiamo di includere esperti della cultura locale che possano aiutarci a entrare a farne parte. Per questo, oltre al lavoro fisico di costruzione, abbiamo creato delle ragnatele più ampie attorno ai progetti. In Argentina, a Bahia Blanca, collaboriamo e sosteniamo un ente medico che cura il cancro al seno. In Africa ci appoggiamo a educatori scolastici del luogo che insegnano l’importanza dello studio ai più piccoli. A questo proposito, alcuni dei sogni realizzati da Slums Dunk sono state le borse di studio estere rilasciate a tre ragazzi di Nairobi che hanno scoperto la passione per la pallacanestro grazie a noi – Javan, Teddy e Milton».

«Il primo vincitore di una borsa di studio in Italia, gli altri due negli Stati Uniti. Altre cinquanta borse di studio per l’università di Nairobi sono state vinte da altrettanti ragazzi senza le quali non si sarebbero mai potuti permettere una carriera accademica. Abbiamo formato più di cinquanta allenatori locali sull’utilizzo della pallacanestro a scopo educativo. Coinvolgiamo più di cinque mila tra bambini e ragazzi che si allenano ogni giorno nelle nostre Basketball Accademy, donandogli un’opportunità di rivalsa contro l’emarginazione sociale delle baraccopoli».

Slums Dunk ha scelto fin dal principio di non avere sponsor

«Abbiamo la fortuna di essere sostenuti da molta gente che, oltre a finanziare economicamente l’associazione, ci segue e ci sostiene nel tempo con aiuti di natura fisica (volontariato generale), o grazie alle proprie competenze specifiche nei più svariati settori. Queste collaborazioni a lungo termine fanno di Slums Dunk un’associazione autosostenuta da tutti coloro che ne prendano parte».

Bruno Cerella e Tommaso Marino

Negli ultimi due anni Bruno Cerella, Tommaso Marino and co. stanno sviluppando un nuovo progetto in Cambogia. Il loro primo viaggio sul territorio sarà nel luglio del 2022. Bruno Cerella nasce a Bahìa Blanca in Argentina, e ha doppia cittadinanza – argentina e italiana. Si trasferisce in Italia nel 2004 quando inizia la sua avventura da cestista; Tommaso Marino nasce a Siena ed esordisce in serie A nell’anno 2003-04 con la Mens Sana Siena.

Andrea Valbusa

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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