Artigianato e palazzo 2020, lavorazione di cappelli, immagine Feelflorence
TESTO
CRONACHE
TAG
SFOGLIA
CONDIVIDI
Facebook
WhatsApp
Pinterest
LinkedIn
Email
Twitter

Artigianato e Palazzo 2021 riflette sul futuro dell’artigiano

Indagare i materiali più che i prodotti finiti, nuove tecnologie e nuove lavorazioni. Evoluzione di una professione che punta al futuro: parlano Neri Torrigiani e Irene Ivoi

Artigianato e Palazzo 2021

Ventisei anni fa la principessa Giorgiana Corsini e Neri Torrigiani vollero dare nuova vita e nuovo risalto all’artigianato italiano. Meglio: «agli artigiani», come diceva Corsini – scomparsa il primo agosto 2020 a 80 anni. Nasce Artigianato e Palazzo – Botteghe artigiane e le loro committenze. Scelgono la loro città, Firenze. Corsini, quando ancora il suo cognome era Avogadro di Valdengo e Collobiano, era nata a Varese. Si era trasferita nel capoluogo toscano nel 1989, dopo aver vissuto per oltre vent’anni con il marito Filippo Corsini -della nobile casata fiorentina- e i quattro figli nel Chianti, a Barberino Val d’Elsa. Torrigiani a Firenze ha invece il suo studio di progettazione e comunicazione e della Mostra è ancora organizzatore e responsabile della comunicazione. Artigianato e Palazzo è arrivato alla ventisettesima edizione, che si terrà dal 16 al 19 settembre 2021 a Palazzo Corsini.

Artigianato e Palazzo, nuovi stimoli agli artigiani

Alla madre è subentrata Sabina Corsini, presidente dell’Associazione Giardino Corsini, che oggi si occupa della produzione della Mostra. Il presupposto dell’evento è lo stesso dal 1995. Valorizzare l’antica tradizione artigiana italiana. Allo stesso tempo, indagare la contemporaneità dell’artigianato, mettendo al centro il ruolo e il valore sociale della figura dell’artigiano nel contesto culturale e commerciale attuale. Negli anni, gli 828 espositori artigiani che hanno partecipato all’evento hanno messo in mostra prodotti e lavorazioni nel Giardino di Palazzo Corsini. Dal tessile all’oggettistica, dall’arredamento ai gioielli. E quindi: designer, orefici, ceramisti, maestri profumieri. Creazioni decorative oppure per uso comune. «Artigianato e Palazzo nasce come vetrina per mostrare al pubblico non solo il prodotto finito, ma anche come ci si arriva», spiega Torrigiani. «L’obiettivo è anche aiutare gli artigiani ad avere un riscontro commerciale. Cerchiamo di stimolarli verso direzioni creative e imprenditoriali diverse. Non è un allestimento di stand, è un momento di sollecitazione su temi specifici, di riflessione su quali possibilità concrete possono orientare il loro lavoro». 

Giardino Corsini e Palazzo Corsini

Giardino Corsini è sempre stato il centro della Mostra. Per l’edizione di fine estate, racconta Torrigiani, «sarà come una bottega all’aperto», con restauratori, giardinieri e imbianchini a eseguire interventi di manutenzione davanti al pubblico. «Gli artigiani – prosegue l’organizzatore – saranno in zone del Palazzo che nelle passate edizioni sono rimaste chiuse ai visitatori». Verranno ospitati nelle stanze delle Scuderie, delle Limonaie e delle Sale Monumentali, nei Garage e nella Stanza dei Finimenti, nella Legnaia e nella Falegnameria. I padiglioni, in tela decorata a mano, saranno quelli creati da Guido Toschi Marazzani Visconti nel laboratorio torinese dell’azienda. Gli arredi, in paglia e vimini, quelli del catalogo di Bonacina 1889. Punto fermo di Artigianato e Palazzo è evidenziare il lavoro di ricerca che sta alla base di una professione antica, ma in costante evoluzione. L’interesse, dice Torrigiani, è infatti «riflettere più sui materiali che sui prodotti finiti». Costante, negli anni, la collaborazione con il CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche – per esplorare nuove strade e allo stesso tempo recuperarne di antiche, come lo studio del potenziale di materiali tessili come la fibra di ortica, di canapa e di ginestra. 

I GIARDINI DI PALAZZO CORSINI Lampoon
I GIARDINI DI PALAZZO CORSINI

Artigianato e Palazzo: carta e tradizione cartiera

Spazio alla carta, ad Artigianato e Palazzo 2021. Il Salone da Ballo di Palazzo Corsini ospiterà una serie di forma da carta filigranate del Museo della Carta di Pescia, provincia di Pistoia. L’evento coincide con i duecento anni dalla morte di Enrico Magnani, storico mastro cartiero di Pescia, che per anni portò avanti la tradizione della sua dinastia.  Saranno esposti anche documenti d’archivio, tra cui il telaio della carta che il mastro utilizzò per realizzare i ritratti di Napoleone Bonaparte e Maria Luisa d’Austria in occasione delle loro nozze. Anche per questa mostra, al centro dell’indagine la figura di chi lavora la materia con le proprie mani. Verrà ricreato il processo che porta alla creazione della carta, attraverso il lavoro dal vivo di un mastro cartaio, un mastro filigranista, una cucitrice di filigrana e un calligrafo. 

Artigianato e Palazzo, progetti futuri

L’interesse di Artigianato e Palazzo non si limita a una fibra o a un materiale in particolare. «Lo sforzo dell’evento sarà quello di portare gli artigiani a riflettere su possibilità di lavoro concrete, verso una direzione di sostenibilità», spiega Torrigiani. L’idea è di presentare prima una sorta di glossario che orienti i professionisti in un mondo in continuo sviluppo, e poi andare oltre, facendo conoscere nuove materie, lavorazioni e tecnologie. A curare il progetto Irene Ivoi, ecodesigner e industrial designer che dagli anni’90 si occupa di come dare nuova vita ai materiali, quando ancora il concetto di economia circolare non era entrato nel lessico comune. Come consulente indipendente, Ivoi da anni accompagna diverse realtà nella ricerca di innovazioni ecologiche, curandone anche la comunicazione. Partendo dalle pratiche di riciclo e riutilizzo di materia, fino alla nascita di nuovi materiali, in seno, ad esempio, al filone delle biomasse. «La ricerca applicata ai materiali è più utile di quella applicata al prodotto. L’ipotesi a cui stiamo lavorando deve essere utile e funzionale per gli artigiani: enucleare un panel di nuovi materiali che nascono da nuovi processi di formazione. L’idea è di presentare il progetto nel 2022, dopo tutte le verifiche necessarie, per evitare che nasca qualcosa che manchi di concretezza», racconta Ivoi. Dare un senso al progetto, spiega Torrigiani, passerà anche attraverso il confronto con chi ha partecipato alle passate edizioni di Artigianato e Palazzo: «Gli artigiani sono un giacimento di aneddoti e curiosità, sperimentazioni riuscite e tentativi falliti. Da noi sono passate ormai oltre 4mila persone. Il lavoro sarà fatto insieme a loro, non deve essere calato dall’alto. Ci saranno cose che saremo noi a imparare da loro».

Il glossario di un nuovo mondo

Il glossario dovrà essere funzionale al suo scopo anche nella forma: «Il linguaggio deve essere divulgativo, comprensibile anche dai non addetti ai lavori», dice Ivoi. Un rischio da evitare è che concetti come quello di ‘sostenibilità’ diventino retorica. Ivoi: «L’obiettivo è creare un mezzo per chiarire significati utili, non per indottrinare. Un’operazione semplice di verità. Parole come sostenibile stanno diventando così diffuse che il pericolo è di abusarne. Che cos’è la bioplastica? Qual è la differenza tra il riciclo e il riutilizzo?». Per Torrigiani «il glossario non dovrà essere un saggio, ma uno strumento di lavoro. Per arrivare a saper fare qualcosa, per lavorare un materiale, bisogna prima sapere di cosa si parla».

Artigianato e Palazzo

Dalla prima Mostra nel 1995, Artigianato e Palazzo ha ospitato 828 espositori diversi. Centocinquantotto i mestieri del mondo dell’artigianato, italiano e non solo. I visitatori totali hanno superato le 167mila unità

Giacomo Cadeddu

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

SFOGLIA
CONDIVIDI
Facebook
LinkedIn
Pinterest
Email
WhatsApp
Twitter