Lampoon, Asti architetti, Torre Velasca
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556mila chili di acciaio, più di 3mila tubi – il restauro della Torre Velasca raccontato da Paolo Asti

Il mercato immobiliare di Milano, dal centro alle periferie – sempre meno periferiche: Paolo Asti racconta il  recupero del patrimonio architettonico milanese

Milano cresce. Cresce il numero di aziende che scelgono la città per le loro sedi. Cresce il mercato immobiliare con la nascita di nuovi quartieri, cresce la necessità di trasformare e valorizzare il patrimonio esistente. Di adattare architetture di ieri a oggi. Isola, via Moscova, piazza Cordusio, Foro Bonaparte. Nelle aree più strategiche della città, quelle del centro storico, gli edifici rappresentano una risorsa da recuperare e adeguare a nuove prestazioni funzionali ed energetiche. 

La trasformazione architettonica di Milano

A partire dagli anni Trenta le architetture di Portaluppi, Terragni, Cattaneo, Figini e Pollini danno forma ai nuovi quartieri del piano regolatore di Milano. Nel 1945, quando le polveri dei bombardamenti si dissipano, la città è in parte distrutta e non vi è altro da fare se non ricostruire. Gio Ponti, Luigi Moretti e Vittoriano Viganò sono chiamati a completare il volto della nuova Milano, intrecciando tradizione e innovazione e lanciando la città nel panorama internazionale. Da più di un secolo il capoluogo lombardo costituisce un laboratorio di sperimentazione.

La Torre Velasca, il grattacielo progettato dallo studio BBPR, è icona della rinascita dell’Italia degli anni Sessanta. L’edificio, che per decenni ha svettato nello skyline, è stato per la prima volta nella sua storia rivestito dalle impalcature. Si prepara e mostrarsi nuovamente alla città nel 2023 anni con una nuova veste, dopo un intervento di restauro affidato, nell’autunno del 2021, allo studio Asti Architetti.

Il restyling della Torre Velasca 

Lo scorso settembre si sono conclusi i lavori di installazione della struttura in acciaio, indispensabile per poter avviare i lavori: 31mila metri quadrati di ponteggio per un totale di 556mila chilogrammi di acciaio, più di 3mila tubi, 10mila giunti e quasi 20mila pedane metalliche. «Occorre comprendere come si sia mosso il progettista, il senso del disegno», spiega Paolo Asti, fondatore dello studio. «L’edificio va rifunzionalizzato a livello impiantistico, strutturale, distributivo e architettonico facendo in modo che, tra due anni, a cantiere chiuso, tutto appaia immutato». Il progetto di recupero, oltre a prevedere un restauro conservativo degli esterni e delle zone interne coinvolgerà anche il contesto urbano circostante, con la pedonalizzazione dell’intera piazza Velasca che sarà arricchita da elementi di arredo urbano e negozi.

Paolo Asti, fondatore dello studio, è figlio d’arte: il padre è Sergio Asti, architetto e designer che nel 1956 promosse la nascita dell’ADI, Associazione per il Disegno Industriale. Prima di avviare il proprio studio nel 2004, Paolo Asti ha lavorato presso Gregotti Associati, lo studio fondato da Vittorio Gregotti, autore già nel 1985 di uno dei primi progetti di rigenerazione urbana di Milano: la trasformazione dell’area industriale Pirelli nell’Università Bicocca.

Lampoon, Largo Augusto e Largo Bersaglieri, Asti architetti
Il restyling per il nuovo quartier generale di una banca italiana all’angolo tra Largo Augusto e Largo Bersaglieri, Asti architetti

Lampoon intervista Paolo Asti – studio Asti Architetti

Dal suo atelier in via sant’Orsola, nel quartiere più antico della città, quello delle Cinque Vie, Paolo Asti racconta la sua Milano. «Trasformare per pezzi la città dove sono nato, nel tentativo di migliorarla, è stata la molla che ha mosso la mia attività di architetto. Mio padre si è occupato di industrial design, di disegno applicato alla scala più ridotta, ma sono cresciuto con il culto della progettualità delle cose. La passione per la qualità e il dettaglio l’ho ereditata dai miei genitori». 

Nelle pagine del volume che racchiude una selezione dei progetti a cui lo studio ha lavorato negli ultimi venti anni, emerge l’importanza del contesto per l’architetto. «Milano è una città dal tessuto urbanizzato e con una stratificazione storica evidente. Gli interventi di trasformazione dell’esistente devono essere rispettosi del contesto, saperne cogliere lo spirito trasformandolo in un linguaggio che, seppur nuovo, risulti comprensibile alla città. Buona parte della mia attività si concentra sul riuso di edifici esistenti. Da qui il confronto obbligato tra epiche e caratteri architettonici differenti, vecchio e nuovo».

Il mercato immobiliare a Milano, in centro e in periferia

Gli interventi di rigenerazione dello studio Asti hanno trasformato intere aree del centro: Verziere, Cavallotti, Largo Augusto. «L’attività dello studio comincia all’inizio anni Duemila. La città ha cominciato a trasformarsi con l’obiettivo di coniugare le trasformazioni richieste dal mondo immobiliare, con caratteristiche di efficienza funzionale ed energetica che qualsiasi edificio deve poter garantire oggi. Il Rinascimento milanese è partito dal centro, dalla parte della città più ricca. Qui lo sviluppo immobiliare aveva più senso, sia dal punto di vista sia economico sia del patrimonio architettonico». 

Negli ultimi decenni la città ha abbracciato il cambiamento per collegare parti di città, garantire continuità di servizi, consentire la percorrenza pedonale. «Milano è fatta di interventi frequenti, continui e per brani – cioè di nuovi edifici che dialogano in sopraelevazione con gli edifici preesistenti. A livello urbanistico, ha una potenzialità di espansione verso l’esterno non indifferente. È una città policentrica, che ha saputo dotarsi di tanti centri e superare la mono-centricità della città medioevale, limite di quasi tutte le altre città italiane. Porta Nuova, Isola, CityLife, Porta Vittoria rappresentano centri alternativi al centro storico, comunque in grado di catalizzare l’intorno in cui si inseriscono. Per questa ragione le periferie di Milano sono un po’ meno periferiche delle altre città italiane». 

I nuovi quartieri di Milano

La costruzione di Citylife e Porta Nuova hanno rivitalizzato le aree limitrofe. Santa Giulia è in trasformazione – nel 2026 ospiterà l’arena del ghiaccio in occasione delle Olimpiadi invernali. Le quotazioni sui prezzi dei valori del mercato residenziale sono in crescita dal 2016 e coinvolgono sempre di più le periferie. «Milano è una città il cui attivismo immobiliare è talmente alto, per cui vale la pena manutenere gli immobili e investire nelle ristrutturazioni. La città non si è fermata ed è andata avanti, confrontandosi con diversi punti di vista. Il mercato recepisce questa stabilità – necessaria per i progetti edilizi, molto spesso a lungo termine. Milano da previsioni sulla carta è l’unica città che probabilmente crescerà per numero di abitanti e per numero di vani che andranno messi a disposizione per i residenti».

Il restauro di Torre Tirrena in Piazza Liberty, Milano

L’intervento di restyling della Torre Tirrena, oggi The Liberty Tower, ha portato alla ridefinizione urbana della piazza Liberty, a due passi dal Duomo. Si pone in dialogo con il progetto ipogeo del flagship Apple firmato da Foster + Partners. «Il disegno della facciata della torre, ora esaltata nelle sue caratteristiche di verticalità si relaziona con il parallelepipedo vetrato a contenimento della fontana e con l’illuminazione della piazza. Nel progetto di riqualificazione ho adottato un approccio basato sulla conservazione e sull’enfatizzazione dei caratteri del disegno originario fatto dai fratelli Soncini. The Liberty Tower è unica a Milano per la sua facciata ‘a caramella‘. Nella base si accartoccia su se stessa concludendosi nella parte sommitale con una rientranza dei propri elementi connotanti dello sviluppo verticale». 

Paolo Asti

Classe 1963, è il fondatore di Asti Architetti. A partire dal 2004, lo studio Asti Architetti opera con progetti di ristrutturazione e rinnovamento dell’architettura esistente. Interventi in grado di attivare processi di rigenerazione anche per il tessuto urbano.

Elisa Russo

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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