LUCA COMERICO, VISTA DEL DUOMO DI MILANO, ARCHIVIO STORICO BANCA INTESA SANPAOLO
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Il distanziamento che piace: quando si visita un museo

Michele Coppola racconta cosa i musei hanno imparato dalla pandemia e i progetti di Intesa Sanpaolo in cantiere, a cominciare dalla quarta Galleria d’Italia in arrivo a Torino

Gallerie d’Italia: Tiepolo, il virtual tour

Il 30 ottobre 2020 alle Gallerie d’Italia di piazza della Scala apriva al pubblico la mostra Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa, a cura di Fernando Mazzocca e Alessandro Morandotti, in occasione dei duecentocinquanta anni dalla morte di Giambattista Tiepolo: settanta opere, alcune monumentali. Il 4 novembre un decreto del Governo italiano disponeva entro due giorni la chiusura di università, mostre, musei, teatri, palestre in diverse regioni italiane, tra cui la Lombardia. Anche la mostra su Tiepolo, a una settimana dall’inaugurazione, è stata costretta a chiudere – ha riaperto il 4 febbraio, per chiudere di nuovo il 15 marzo. L’iniziale data conclusiva dell’esposizione, 21 marzo, è stata posticipata al 2 maggio ma non sarà possibile alcuna ulteriore proroga: molte opere sono in prestito e arrivano da istituzioni culturali di tutto il mondo. Una mostra che in sette mesi di visite avrebbe potuto staccare centinaia di migliaia biglietti, è stata vista per ora solo da qualche migliaio di visitatori, e anche in caso di future aperture gli ingressi contingentati non permetteranno grandi numeri. Michele Coppola, direttore esecutivo dei progetti e beni archeologici, storici e artistici del gruppo Intesa Sanpaolo e direttore delle Gallerie d’Italia, rifarebbe tutto da capo. «La pandemia ha fatto comprendere alle realtà culturali la necessità di aumentare la propria presenza virtuale. La rete non può essere solo veicolo di informazioni. Il digitale non sostituirà le mostre, ma sarà uno strumento per le Gallerie, per coinvolgere le persone»

La mostra di Tiepolo in 3D

Due i progetti per aprire la mostra di Tiepolo anche a museo chiuso: «Abbiamo creato una mostra virtuale in 3D visitabile gratuitamente. Abbiamo creato una miniserie nei luoghi italiani in cui il Tiepolo ha lavorato e dove sono conservate opere che non si possono spostare. Questo progetto è stato realizzato in collaborazione con la divisione Banca dei territori e la Direzione regionale veneto, per evidenziare le radici che Tiepolo ha in quei luoghi, ma anche la dimensione territoriale del Gruppo. Non ci muoviamo solo in un’ottica nazionale, ma territoriale e internazionale: a oggi abbiamo organizzato mostre in collaborazione con il Moma, l’Ermitage, la National Gallery, il Museo Puskin di Mosca». L’esposizione su Tiepolo, nonostante il breve periodo di apertura, è stata utile anche per sperimentare nuove modalità di fruizione delle mostre. 

Il distanziamento che piace: quando si visita un museo
Apollo conduce al Genio germanico la sposa Beatrice di Burgundia, particolare, Tiepolo

Gallerie d’Italia: nuovi orari

«Abbiamo visto che gli ingressi distanziati e contingentati hanno aumentato la qualità delle visite. Il pubblico continuerà a chiederlo: sarà necessario fare i conti con orari di ingresso più estesi per musei e luoghi culturali». Le Galleria d’Italia a Milano prima della pandemia erano normalmente aperte fino alle 19, giovedì fino alle 22; nelle riaperture temporanee durante l’emergenza hanno portato l’orario di chiusura alle 20. I musei pubblici milanesi hanno orari di apertura più limitati. La Galleria di arte moderna chiude alle 17.30 (ultimo accesso 16.30) e è chiusa il lunedì. Il Padiglione di arte contemporanea chiude alle 19.30 salvo il giovedì (alle 22.30). Il Museo della scienza e tecnologia durante la settimana chiude alle 17, sabato e domenica alle 18.30. Gli orari di apertura dei musei pubblici, coincidendo con gli orari di studio e lavoro, sembrano pensati solo per i turisti e chi ci lavora più che per i cittadini che vorrebbero visitarli. L’auspicio è che, terminata l’emergenza, diventerà possibile visitare una mostra normalmente anche di sera.

Intesa San Paolo: arte e cultura

«Non credo si possa pensare e pretendere che il sistema pubblico locale, regionale o nazionale possa farsi carico da solo della cura, tutela e valorizzazione di un patrimonio artistico e culturale vasto come quello italiano, quindi credo ci sarà sempre più dialogo e sinergia tra sistema pubblico e privato». La divisione Arte del gruppo Intesa Sanpaolo ha due progetti – uno storico, l’altro appena partito – di collaborazione con il settore pubblico. Il primo è il programma Restituzioni, nato nel 1989, con cui Intesa Sanpaolo restaura, con gli enti ministeriali preposti alla tutela (Soprintendenze e musei), opere d’arte di proprietà pubblica. Avviato in seno all’allora Banca Cattolica del Veneto, per volere del suo Presidente Feliciano Benvenuti, il progetto è proseguito all’interno di Intesa Sanpaolo per volere di Giovanni Bazoli. Fino ad ora sono state restaurate circa duemila opere in tutta Italia, con interventi anche di scala monumentale: i mosaici pavimentali paleocristiani della Basilica di Aquileia, il portale in bronzo della Basilica di San Marco a Venezia, gli affreschi di Stefano Fiorentino dell’Abbazia di Chiaravalle milanese, due delle vetrate rinascimentali di Santa Maria del Fiore a Firenze e l’intera Casa Manzoni a Milano. Oltre al restauro del bene, Intesa Sanpaolo organizza le mostre temporanee per divulgare i risultati degli interventi e la pubblicazione dei cataloghi. «Questo programma dimostra l’assunzione di responsabilità nei confronti delle comunità di riferimento, in ottica nazionale ma anche territoriale».

Gestione dei patrimoni artistico-culturali e delle collezioni corporate

Il secondo esempio di collaborazione tra pubblico e privato è il primo corso di alta formazione in Gestione dei patrimoni artistico-culturali e delle collezioni corporate, della durata di sei mesi e partito nel febbraio 2021. Il corso è realizzato da Intesa Sanpaolo con il sostegno delle Fondazioni Compagnia di San Paolo e Cariplo e il contributo scientifico della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali del Ministero. «L’obiettivo è formare figure con competenze manageriali nell’ambito della gestione del patrimonio culturale. Mettiamo a disposizione degli studenti le competenze dei colleghi della banca, di direttori di grandi realtà museali, raccontiamo modelli ed esperienze. Abbiamo avuto 880 domande da tutta Italia e dall’estero per 30 posti disponibili».

Michele Coppola, direttore Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e direttore delle Gallerie d’Italia

Oltre a gestire i tre musei delle Gallerie d’Italia – a Milano, Napoli e Vicenza – la sezione Arte e Cultura del Gruppo Intesa Sanpaolo, di cui Coppola è a capo, sta lavorando all’apertura di nuovi spazi museali. «Nonostante le difficoltà, l’anno scorso sono iniziati i lavori a Napoli per il trasferimento delle attuali Gallerie in Palazzo Piacentini, sempre in via Toledo. Mentre a Torino hanno continuato i lavori a Palazzo Turinetti in Piazza San Carlo, dove nei primi mesi del 2022 inaugureremo il quarto museo di Intesa Sanpaolo, dedicato alla fotografia, un mezzo che ha una grande forza sociale e di presa sulla realtà». Due esperimenti di mostre fotografiche legate a reportage, attualità e territorio sono già stati fatti l’anno scorso alle Gallerie d’Italia di piazza della Scala, con buoni risultati. La mostra Ma noi ricostruiremo3, una selezione di 70 immagini di undici luoghi simbolo della città dalle oltre 3300 fotografie dell’Archivio Publifoto – acquisito da Intesa Sanpaolo – che ritraggono la Milano bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale; e la mostra Carlo Mari. Io Milano. Aprile 2020. La città vista dai Carabinieri attraverso l’occhio di un fotografo, 47 gigantografie degli scatti in bianco e nero nella Milano sospesa dell’aprile 2020, durante il primo lockdown. «Vedere una banca che conferma gli investimenti culturali anche in un momento di difficoltà ha un’importanza non solo economica ma civile e sociale per le comunità in cui si inserisce. La cultura è un elemento identitario di Intesa Sanpaolo, a partire dalla visione del professor Bazoli. Il Progetto cultura è uno strumento promozionale delle radici della banca e ne costituisce il racconto dell’identità stessa, riconosciuto da tutte le diverse anime del Gruppo. Al punto che le opere più significative sono entrate anche nel bilancio della banca con un impegno di valutazione che risponde a standard internazionali».

Il Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo dal 2011

Il progetto tutela, gestisce e valorizza le collezioni del gruppo: oltre 30mila opere, le Gallerie d’Italia con i tre musei a Milano, Napoli e Vicenza e quello in prossima apertura a Torino (inizi 2022), l’Archivio storico del Gruppo, il progetto Restituzioni (2000 opere pubbliche restaurate dal 1989 a oggi). Alle Gallerie d’Italia di piazza della Scala sono attualmente allestite le mostre Ma noi ricostruiremo. La Milano bombardata del 1943 nell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo (fino al 16 maggio 2021) e Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa (fino al 2 maggio 2021), cui seguirà la mostra Painting is back, sulla pittura italiana negli anni ottanta, curata da Luca Massimo Barbero (dal 2 giugno al 3 ottobre). La prossima mostra a Napoli, curata da Luca Beatrice, sarà Los Angeles, mentre a Vicenza è in programma una mostra sulla collezione di icone russe del Gruppo, tra le più importanti in Europa.

Nicola Baroni

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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