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La Chiesa di San Celso a Milano: bagliori digitali per la mostra Cielofuturo

I processi di morfogenesi vivono in digitale in una installazione di Pier Francesco Tosini – un ledwall di tre metri e mezzo per cinque, collocato al centro della chiesta, allineato con l’altare 

Cielofuturo di Pier Francesco Tosini

La mostra Cielofuturo di Pier Francesco Tosini è stato il primo progetto lanciato da matta in collaborazione con Unframed 721, nella Chiesa romanico-lombarda di San Celso. La Madonna di Stefano Fedeli (1473) e la gemella di autore ignoto posizionate ai lati del coro della chiesa di San Celso si staranno chiedendo che cosa ci faccia uno schermo luminoso sul pavimento del loro tempio. Si tratta di un’istallazione site-specific di Pier Francesco Tosini: un ledwall della grandezza di 3 metri e mezzo per cinque, collocato al centro della chiesta, perfettamente allineato con l’altare. La cornice in marmo e in cotto della chiesa dialoga con le immagini luminose dell’artista, con i suoi pixel che si susseguono per settantacinque minuti, cambiando forma e colore. 

L’istallazione è il risultato di una ricerca sul video feedback che Tosini, artista multimediale basato a Milano, porta avanti dal 2016. (I suoi lavori sono stati presentati in festival e organizzazioni internazionali quali Sonar d+, Barcellona, Istanbul; Experiment Intrinsic, Londra; Galleria Inconsueta, Milano; Fondazione Prada, Milano. Flash Art gli ha dedicato un focus lo scorso autunno).

In Cielofuturo l’artista si è concentrato sull’analisi dell’energia presente nei meccanismi naturali, quali la morfogenesi, in relazione al digitale. I suoi strumenti sono i software generativi e le tecnologie analogiche che gli permettono di produrre immagini in movimento, che vivono in una dimensione che è insieme virtuale e fisica. La sua estetica è sinestetica. Il discorso non è narrazione, ma anti-rappresentazione. Tosini usa le sequenze di comandi dei software di grafica non per legare un’idea a un risultato. Lo fa per svelare l’essenza della loro struttura. Le sue composizioni, pitture digitali, sono emanazioni di intuizioni che precedono la significazione. 

Niccolò Gravina, Exhibition Curator presso Fondazione Prada

Come spiega il curatore Niccolò Gravina (Exhibition Curator presso Fondazione Prada, Milano), Cielofuturo è costituito da «sorgenti visive che reiterano sé stesse causando processi di auto-organizzazione. L’effetto ottenuto è quello di un’interazione ricorsiva (…) Nel video feedback, i processi di crescita o decrescita sono determinati dalla modulazione della luce. Lo stato della singola unità del video, il pixel, continua a mutare. Attua una morfogenesi artificiale che altera le dinamiche dei processi naturali applicandole a un dispositivo inorganico (…) Nella penombra della Basilica di San Celso, la musicalità sinestetica delle immagini in movimento entra in relazione con l’ambiente sonoro composto in occasione della mostra dal trio Cortex of Light».

Si tratta di un progetto avviato nel 2019 da Aitch, Piezo e primordial OOze all’interno del collettivo Saturnalia (Macao, Milano). La ricerca di Cortex of Light punta a trovare nuove configurazioni dello spettro udibile al fine di alterare le relazioni tra corpo, mente e suono. In parallelo alle composizioni di Tosini, il soundtrack della mostra si basa su una serie di patch che riproducono processi morfogenetici presenti in natura (ex. la crescita delle piante o la meccanica dei fluidi) e ne applicano l’andamento ai parametri del suono. 

Cielofuturo 2, Courtesy Davide Frandi
Cielofuturo 2, Courtesy Davide Frandi

Piergiorgio Caserini e Xàr Num: commenti a Cielofuturo

Come scrive Piergiorgio Caserini, guardando Cielofuturo ci si accorge che c’è sempre qualcosa in movimento. O meglio che «nulla sta mai fermo. Che anche ciò che sembra persistere andrebbe considerato come un accrocchio o una complessione. Insomma: un momento». C’è nel video di Tosini «un formicolio, dei micromovimenti e delle micropercezioni (…). Tutto ciò che si vede equivale a un insieme di concause a cui è impossibile dare un inizio e una fine, perché non c’è mai fine alla causazione, come per le onde del mare. È l’equivalente di un ambiente, che si forma e si disfa in continuazione; che talvolta si può cercare di fermare come un predicato, pur sapendo che i suoi attributi seguono imperterriti le correnti della tempesta».

Dentro questa tempesta si è sedotti dai giochi di colori e dalle forme psichedeliche. Queste si mescolano, «una volta lì e una volta là, una volta durano tanto e altre non ce ne si accorge nemmeno». 

Xàr Num parte dalla domanda: «Se l’evoluzione della vita è basata sull’imitazione, dove porta l’imitazione della natura nel suo modo di operare?». Per spiegare il funzionamento del video di Tosini, crea un parallelo con la natura: in entrambi i casi si è di fronte a una «metamorfosi mai conclusa che origina l’alveo della sua struttura (…) Un’idea non si comporta similmente a una cellula? Si riproduce, moltiplica sé stessa per imitazione e per errore, ricoperta da una membrana invisibile, interfaccia bio-psichica che la collega con il sistema-mondo che la ospita. Un ecosistema invisibile, concatenamenti di energie plasmano forme dai contorni incerti. Un crogiolo con asta di giada». 

matta

Da qualche anno la sperimentazione di Tosini attira le attenzioni dei tre fondatori di matta Francesco Petracchi, Giulio Rampoldi e Pietro Rossi. «Il lavoro di Pier Francesco TosiniFrancesco riassume la visione di matta, che è uno spazio di ricerca in mutamento, dinamico e decentralizzato. Matta favorisce uno slancio verso l’unione di intuizioni, dialoghi, scambi, stimoli e momenti di condivisione». Matta funziona come una compagnia teatrale o una compagnia di navigazione. Le rotte vengono tracciate insieme da una coralità di voci che lavorano insieme verso un’azione comune. Il progetto nasce dalla collaborazione di diversi attori. I testi scritti da Gravina, Caserini, Xàr Num e dalla poetessa Greta Sugar, e gli strumenti messi a disposizione da Unframed 721 sono essenza della mostra.

Unframed 721

Cielofuturo è stata prodotta con il supporto di Unframed 721, un laboratorio di idee prodotti e servizi legati al mondo ancora da esplorare dei Non-Fungible Token. Unframed 721 è composta da Digital Talent Garden e NFT-as-a-Service. La prima si traduce in una collaborazione con artisti contemporanei per fornirgli gli strumenti necessari alla realizzazione di opere digitali, supportandoli sul piano della produzione e della comunicazione. La seconda vuole guidare brand e aziende nella creazione di prodotti che sfruttino al massimo le potenzialità del Web3. Il primo esperimento di Digital Talent Garden ha visto Unframed 721 al fianco di Patrick Tuttofuoco nel suo primo progetto NFT, intitolato Forever ed esposto alla Casa degli Artisti di Milano durante l’Art Week 2022.

Cielofuturo si presenta come il loro secondo esperimento. Come racconta Andrea Riboldi, uno dei fondatori di Unframed 721, «in Cielofuturo abbiamo continuato un percorso iniziato con Patrick in cui puntiamo a trovare e promuovere un punto d’incontro tra il linguaggio dell’arte contemporanea e le possibilità offerte dalla rivoluzione tecnologica del Web3. Il nostro obiettivo è quello di favorire questo dialogo per far si che artisti emergenti contemporanei possano fare i loro primi passi nel mondo NFT».

Elena Caslini

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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