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Farina di mosca: i nuovi orizzonti dell’industria mangimistica

Dopo cinque anni di ricerca e progettazione, BEF Biosystems inaugura la Bugsfarm – il primo stabilimento pilota per l’allevamento dalle larve di mosca soldato che aprirà il mercato di farina proteica e olio

BEF Biosystems, Casalnoceto – Alessandria

Giuseppe Tresso è Amministratore Delegato della piemontese BEF Biosystems. Dopo cinque anni dall’inizio del progetto, e un anno di stop a causa dell’emergenza sanitaria, è stata inaugurata la prima fattoria di insetti a Casalnoceto. Nella Bugsfarm, la BEF Biosystems realizzerà un sistema per l’allevamento della mosca soldato Hermetia illucens. Dalla mosca soldato si possono ricavare farina proteica e olio da utilizzare come componente alimentare per i mangimi animali. A Casalnoceto, la Bugsfarm si limita ad allevare le larve e a congelarle una volta cresciute. L’essiccazione per la produzione della farina e l’estrazione dell’olio vengono poi eseguiti in impianti esterni. L’impianto si estende su circa un ettaro di terreno, all’interno di una serra di proprietà di Annibale Brivio, operativo dal 2016.  Nella struttura sono allestite una nursery, dove gli insetti passano i loro primi momenti di vita, la stanza degli adulti, dove le mosche possono riprodursi e, circa settanta bioconverter.

Bugsfarm, fattoria che alleva insetti

I bioconverter rappresentano l’anima tecnologica della Bugsfarm. Si tratta di macchinari brevettati e ad alto livello di efficienza per produttività e risparmio energetico. Sono capaci di funzionare in qualsiasi ambiente, in campo aperto o in ambienti non riscaldati. Si presentano come una cassa di sei metri di lunghezza per uno di larghezza, apribile dall’alto e climatizzata. I parametri ambientali sono controllati da remoto con cadenze regolari e sono impostati in modo da creare le condizioni ideali per la crescita delle larve di mosca soldato. Ogni settimana il Bioconverter si riempie con circa cinquecento chili di scarti organici specificamente miscelati, i substrati di alimentazione delle larve, e con un certo numero di larve neonate che si alimenteranno degli scarti. Al termine di questa fase di alimentazione intensiva le larve saranno ingrassate raggiungendo un peso complessivo di circa cento chili. Con le larve, dal processo di bioconversione si ricava una analoga quantità di digestato, che può essere impiegato come ammendante. Un impianto come quello di BEF Biosystems a Casalnoceto deve processare circa duemila tonnellate di materiale all’anno per giustificare l’investimento rispetto alla produttività. 

Mosca soldato: l’allevamento

Le larve della mosca soldato si nutrono dei residui organici che provengono dalle aziende che si occupano di trasformazione alimentare, di tipo agroindustriale o di quarta gamma, prima che questi materiali vengano scartati. Rappresentano un costo di smaltimento per le aziende, ma anche uno spreco di frutta e verdura.  BEF Biosystems ha coinvolto realtà della zona per la fornitura dei materiali, in modo da abbattere i costi di trasporto e le emissioni. Prima di diventare cibo per le larve, i residui organici sono miscelati e trattati con un sistema di stabilizzazione dei substrati sviluppato da Marco Meneguz, il responsabile della ricerca della BEF Biosystems. In meno di una settimana le larve crescono tanto da essere appena visibili a occhio nudo, raggiungendo poi la lunghezza di due centimetri circa. Sono prelevate con un sistema di aspirazione e vagliatura e congelate in modo da mantenere un elevato livello di qualità. Dopo lo scongelamento, si provvede a farle seccare e a prelevare il grasso al loro interno da cui verrà estratto l’olio. Il prodotto a base di insetti che sarà messo sul mercato dalle aziende di mangimi è considerato uno dei concorrenti della farina di pesce, un composto utilizzato in zootecnia e nell’acquacoltura, ad esempio negli allevamenti di orate, trote e altri pesci.

Bef System, Lampoon
La Bugsfarm della BEF Biosystems

Alternative alla farina di pesce

La presenza sul mercato della farina di pesce si calcola in decine e decine di milioni di tonnellate. La farina di insetto, che entrerà a breve in fase di commercializzazione, non raggiungerà mai quei numeri, poiché richiede la presenza di prodotti di scarto di base di cui devono nutrirsi le larve di mosca. Il prodotto derivato dalle Hermetia illucens è da ritenersi superiore per digeribilità. La farina di insetto, se prodotta con substrati di alimentazione bilanciati, presenta caratteristiche nutrizionali adeguate agli animali domestici più anziani che hanno problemi di digestione, così come per i polli e le galline ovaiole. Da considerare inoltre l’impatto ambientale causato dalla pesca intensiva collegata allo sviluppo dell’acquacoltura. La produzione di farina e olio causa la perdita di milioni di tonnellate di pesce in natura, in favore delle esigenze dell’industria mangimistica. È una convinzione comune che l’allevamento di pesce riduca la pesca in natura, ma non è così. Molti pesci sono pescati per produrre farina di pesce, che poi sarà impiegata per alimentare altri pesci di allevamento. Si calcola che è necessario un chilo e mezzo circa di sardine per produrre un chilo di pesce d’allevamento. Con il circuito sperimentato da BEF Biosystems, avviene la reintroduzione dello spreco alimentare nel circolo produttivo: i materiali provenienti dall’industria alimentare che sarebbero stati buttati, diventano fonte di nutrimento per le larve di mosca soldato. Oggi le uniche alternative per questo tipo di materiali di scarto sono il compostaggio e la produzione di biogas. 

BEF Biosystems, storia della Bugsfarm

L’idea della Bugsfarm è nata nel 2015 con la presentazione di uno studio di fattibilità alla Regione Piemonte, sviluppato con l’obiettivo di valutare il mercato e un possibile posizionamento. «Il primo passaggio affrontato – spiega Giuseppe Tresso – è stata la definizione del modello di business. La prima ipotesi era progettare e sviluppare un impianto centralizzato nel quale far confluire gli scarti alimentari con cui poter nutrire le larve. La seconda, quella che abbiamo messo in atto, vedeva la nascita di una rete sul territorio fatta di stabilimenti più piccoli, gestibili da remoto e collegati alle centrali che producono biogas». La prima opzione avrebbe richiesto decine di milioni di euro, mentre la seconda ha permesso una maggiore concentrazione sull’innovazione tecnologica dei bioconverter. La scelta di abbinare l’allevamento di insetti a un impianto di biogas è stata fatta sempre nell’ottica di minore impatto ambientale. L’Italia è tra le prime in Europa per impianti: milletrecento sono gli stabilimenti sul territorio, molti dei quali non possono utilizzare l’energia termica che viene prodotta e che, invece, può essere impiegata per riscaldare gli ambienti di allevamento delle larve e degli insetti. A febbraio di due anni fa, la BEF Biosystems aveva presentato la sua proposta agli imprenditori del settore del biogas e ha ricevuto risposte: ottantacinque imprese agricole si sono dimostrate interessati ad aprire una Bugsfarm. Il potenziale: si calcola che entro cinque o sette anni potranno essere trecento circa a livello nazionale ed europeo. L’apertura del primo impianto avverrà a breve – il ritardo a causa dell’emergenza sanitaria ha creato difficoltà ma, il tempo in più ha permesso di mettere a punto la tecnologia. Entro la fine anno è previsto l’avvio di quattro impianti.

BEF Biosystems

Start-up innovativa di proprietà di una holding costituita tra i soci operativi che hanno sviluppato il progetto in questi anni: oltre a Giuseppe Tresso, le altre quote sono divise tra i fratelli Guido e Umberto Guerra – imprenditori nel campo delle reti e delle energie rinnovabili, – il designer delle tecnologie Danilo Bozzetto, il Presidente dell’European Startup Association Adriano Travaglia e Nicola Radice Fossati e Annibale Brivio Sforza. Questi ultimi sono esponenti di una famiglia di importanti e influenti imprenditori agricoli, legati al mondo di Confagricoltura e interessati all’innovazione di questo settore. 

Eleonora Laura Bruno

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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