Sandro Gorra, Grande Max, dettaglio, Piazza del Duomo, Pietrasanta
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Senza creatività non c’è felicità: la Daily Art di Sandro Gorra in mostra a Pietrasanta

«A me interessa come umanamente e socialmente evolviamo. Quando diventiamo quel che desideravamo, dall’attimo successivo incalza la paura della perdita». 

Sandro Gorra: tra pubblicità e arte contemporanea

Una carriera a cavallo tra pubblicità e arte contemporanea. «Nasco con una predisposizione al disegno. Una caratteristica quasi meccanica per cui traspongo facilmente il pensiero sulla carta. A partire da questa attitudine, cui mi dedico ogni mattina, divenni presto direttore creativo nell’ambito pubblicitario. Trovavo stimolante poter coniugare la mia ‘mano felice’ a campagne per svariate realtà internazionali che mi hanno dato modo di conoscere molte persone. Ho passato metà della mia vita a comunicare con le persone, a ideare concetti per esaudire i loro bisogni, per poi passare a creare una storia che nasce da un fondo bianco, priva di direttive. Una libertà che si tramuta nel fare arte. La scintilla creativa è la medesima ma orientata a un processo diverso. Resta il fatto che senza creatività non c’è felicità».

L’importanza del disegno per Gorra

Il disegno si profila come un rituale mattutino per Sandro Gorra. «Il pensiero è la base da cui parto per il mio lavoro. Se poi il collegamento cervello–mano funziona, i pensieri prendono vita con naturalezza. Il disegno in un attimo traccia la storia che può essere affrontata tramite vari media. All’interno dell’attuale mostra diffusa a Pietrasanta, dietro la Chiesa di Sant’Agostino, sono esposti collage di cinquanta piccoli disegni fatti in vari momenti del giorno, come quando sono al telefono, che sono indicativi del mio processo creativo e della quotidianità che un tratto di penna o matita rivestono nelle mie giornate». 

Sandro Gorra – l’arte del quotidiano: frammenti esistenziali 

A partire dal 2015, Gorra autocriticamente definisce e sintetizza il suo approccio creativo nell’espressione ‘Daily Art’, l’arte dell’attimo. «Un’arte del quotidiano, di cui ogni frammento contiene in sé un gradiente emotivo esistenziale e legato anche al ricordo, seppur racchiuso in un instante. Con la somma di questi frammenti nasce la mia Daily Art che risente di ciò che di bello o brutto accede ogni giorno: da chi porta pace con l’arte a chi si cimenta con idiozia nelle guerre. Noi umani siamo un pozzo di creatività infinita, noi siamo l’idea». 

lampoon, Sandro Gorra, Alvaro uomo giraffa. Piazza Carducci, Pietrasanta
Sandro Gorra, Il Grande Max, Piazza del Duomo, Pietrasanta

Sandro Gorra. L’arte dell’attimo, mostra diffusa a Pietrasanta

La mostra diffusa Sandro Gorra. L’arte dell’attimo, a cura di Gianluca Marziani, abbraccia il centro di Pietrasanta, passando per Piazza Duomo, fino a raggiungere il suo litorale. Un percorso espositivo ondulato tra quarantadue opere monumentali, scultoree, pittoriche, di cui ventotto inedite, e centoventi disegni preparatori, lettering concepts e schizzi con al centro la figura umana. 

«A me interessa come umanamente e socialmente evolviamo. Quando cresciamo e diventiamo più o meno ciò che desideravamo, dall’attimo successivo incalza la paura di perdere ciò che si è conquistato». Rispetto all’interesse dell’artista verso le molteplici realtà socio-culturali e le loro peculiarità, la mostra Sandro Gorra. L’arte dell’attimo è stata realizzata grazie alla sinergia con realtà che caratterizzano il territorio della Versilia, tra cui la Fondazione Henraux e la Fonderia Artistica Versiliese: «Pietrasanta è un luogo piccolo con una percentuale altissima di energia, creatività, talento e silenzio. Gli artigiani del luogo sono depositari di saperi secolari. È una contaminazione tra culturale, popolare, sentimentale ed intellettuale da cui se ne esce arricchiti». 

La giraffa: animale in esitazione e simbolo della caducità umana

Un’opera che sintetizza e rappresenta questa personale è il marmoreo Grande Max: «dieci tonnellate di marmo bianco Altissimo, in cui una grande giraffa si priva di una sua macchia distintiva per cederla al suo piccolo, così da proteggerne l’identità. Inoltre, per ogni mia creazione scrivo un testo di accompagnamento che comunica all’osservatore la storia che soggiace all’opera». 

La giraffa, spesso semi–maculata, appare come cifra rappresentativa dell’arte di Sandro Gorra. Animale che punta in alto, ma sembra a tratti perdere il proprio tratto distintivo. Una metafora cui sottende una scelta: «c’è una tensione esistenziale che si riverbera in caducità. Le giraffe sono una specie in via di estinzione. La condizione di questi animali, che nella mie opere perdono le macchie, è specchio dello psicodramma che noi uomini viviamo attualmente».

Un’altra opera, Italo: «una leggera ironia visiva sul senso di realizzazione personale umano. Un salumiere sofferente che voleva essere geometra e non rinuncia al suo sogno, tagliando meticolosamente in quadrati perfetti il salame. Grande Max e Italo sono due opere agli antipodi in cui mi cimento a trattare aspetti diversi, se pur centrali, della nostra esistenza».

L’ironia di Sandro Gorra

Nel 2005 Umberto Eco, all’interno delle Postille a Il nome della rosa, elevava criticamente la dinamica ludico-ironica a cifra dell’approccio post-moderno all’arte: la riposta post-moderna al moderno consiste nel riconoscere che il passato, visto che non può essere distrutto, perché la sua distruzione porta al silenzio, deve essere rivisitato: con ironia, in modo non innocente. […] Ironia, gioco metalinguistico, enunciazione al quadrato. L’arte di Gorra si relaziona con l’approccio ironico, a volte tragicomico, che risulta centrale nell’affrontare tematiche esistenziali e socio-culturali. «Una parte della mia mostra si dispiega sotto l’espressione “be child”, un invito a non perdere il rapporto con il bambino che alberga in noi. L’ironia è un esercizio sottile, irriverente e  iconoclasta. Pungente, pura, ma mai violenta». 

L’approccio ironico è un modus vivendi per Gorra che, sulla scorta dell’aforisma ut pictura poësis di Simonide di Ceo, poi resa celebre da Orazio nell’Ars Poetica, lo traspone in arte: «cimentandomi anche nella scrittura, la possibilità di passare da un disegno a uno stato poetico diventa un concetto “palindromo”. Non si sa mai dove inizi uno e termini l’altro. Un fil rouge creativo che, con la sua scanzonata dose d’ironia, si dispiega poi in arte». 

Sandro Gorra Sandro Gorra

(Milano, 1944) è direttore creativo e artista contemporaneo. Dopo una carriera internazionale nel mondo pubblicitario, a partire dal 2015 abbraccia la sua ‘Daily Art’, ‘l’arte dell’attimo’ in cui dipinti, illustrazioni e sculture si fondono tra poesia e ironia, cifra fondante della suo linguaggio.

Federico Jonathan Cusin

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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