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Le ventuno lettere dell’alfabeto sono un pretesto per una ricognizione sull’arte contemporanea italiana

Iacopo Ceni racconta Treccani Arte: «Treccani Arte celebra il fascino della lingua italiana, collezionando non solo biografie ma opere d’arte»

Lampoon intervista Iacopo Ceni, responsabile di Treccani Arte

Creato nel 2018, Treccani Arte è il ramo dell’Istituto della Enciclopedia Italiana interamente dedicato all’arte contemporanea. Un think tank artistico che promuove la ricerca, la sperimentazione e la creazione di opere  attorno a una riflessione sui linguaggi del nostro tempo, favorendo anche la creazione di una rete di collaborazioni tra istituzioni, artisti, artigiani e produttori operanti sul territorio italiano. 

«Nel tempo Treccani ha dedicato a varie branche del sapere – tra cui arte antica, cinema, moda, letteratura, giurisprudenza – numerose pubblicazioni che si distinguono anche per la loro utilità a comprendere la realtà presente. Mancava un focus sull’arte contemporanea e sui suoi linguaggi. Treccani Arte è un progetto che cerca di perseguire in maniera innovativa lo storico obiettivo dell’Enciclopedia Italiana: promuovere la divulgazione universale della conoscenza, in questo caso in ambito artistico. Creare un nuovo universo enciclopedico attorno alla creatività che caratterizza l’oggi, instaurando un dialogo diretto con gli artisti. Non ci limitiamo alla stesura di voci biografiche o monografiche sulle loro pratiche ma chiediamo una partecipazione attiva, che sfocia nella realizzazione di edizioni d’artista. Questa iniziativa si sposa con la natura stessa dell’Istituto: enciclopedia ma anche casa editrice». 

Alfabeto Treccani: il primo progetto di Treccani Arte tra multipli d’artista, editoria e grafica

«Alfabeto Treccani è il nostro progetto, una collana di opere inedite a tiratura limitata – tra i dodici e i cinquanta esemplari – nato dalla collaborazione con Artissima, fiera d’arte contemporanea di Torino. In parte ci siamo ispirati al nostro Dizionario biografico degli italiani, concepito nel 1925 e iniziato nel 1960, è una pubblicazione di circa cento volumi in cui sono riportate le vite dei più importati italiani. Anziché collezionare biografie, con Alfabeto Treccani abbiamo scelto di collezionare opere. Per ogni lettera dell’alfabeto è stato selezionato uno o più artisti la cui iniziale del cognome fosse la medesima della lettera scelta. Le ventuno lettere dell’alfabeto diventano in questo caso una sorta di pretesto per operare una ricognizione sull’arte contemporanea italiana».  

«In totale, abbiamo coinvolto tre generazioni di artisti, come Marisa Merz, Giovanni Ansemo, Ornaghi & Prestinari e Francesco Vezzoli. Questo progetto è aperto, ad oggi sono stati coinvolti quindici artisti e si iniziano a notare dei fil rouge tra le scelte tematiche e tecniche. Rispetto a quest’ultimo punto, Alfabeto Treccani ha dato modo agli artisti di tornare o di accedere per la prima volta nelle stamperie artistiche. Luoghi unici, ormai poco considerati in Italia, come la Litografia Bulla di Roma dove Giorgio Andreotta Calò ha realizzato la sua opera. Le stamperie sono state un luogo di ritrovo per gli artisti e la grafica è, tutt’oggi, un medium di espressione creativa».

Utopia: millecinquecento lemmi si fanno immagine. Il caso di Emilio Isgrò

I primi otto artisti del progetto Utopia – Marcello Maloberti, Ettore Favini, Claire Fontaine, Piero Golia, Alessandro Piangiamore, Emilio Isgrò, Rä di Martino, Elisabetta Benassi – instaurano un’affinità elettiva tra l’immaginario artistico che una parola della lingua italiana evoca nella loro percezione creativa. “Farfalla”, ad esempio, è stata scelta da Emilio Isgrò. L’opera che ne deriva è una poesia visiva in cui le iconiche cancellature dell’artista si riverberano in allitterazioni attorno al lemma che designa l’insetto volatile: farfallino, farfallista, farfallone, farfallamento, e tutta la vanitas che esprime nella sua leggiadria e bellezza. Inoltre, il rapporto tra Isgrò e Treccani è di lunga data. 

Quest’ultima nel 2019 ha pubblicato la monografia dell’artista, a cura di Germano Celant, in occasione della personale alla Fondazione Giorgio Cini; e, circa cinquant’anni prima, nel 1970, Isgrò presenta alla Galleria Schwarz di Milano venticinque volumi dell’Enciclopedia Treccani con le pagine coperte da cancellature nere, appese alle pareti come quadri. Per celebrare questo anniversario, nasce Venti voci per la Treccani e dieci virgole per il mondo, in tiratura limitata di cinquanta esemplari e dieci prove d’artista. Isgrò qui procede per cancellature in rosso, colore distintivo Treccani, di un testo composto nei tipici caratteri della Enciclopedia Italiana, risparmiando alla sua personalissima damnatio memoriae solo venti parole, fra cui i nomi di Dante Alighieri, Michelangelo Buonarroti, Giuseppe Verdi, Giacomo Leopardi e voci quotidiane come uovo, gallina, paura, gelsomino. 

«Utopia parte da una parola del vocabolario. È una raccolta di poster d’artista, nati per celebrare la creatività contemporanea e il fascino della lingua italiana. Ciascun artista può scegliere un lemma e illustrarlo. La definizione della voce selezionata poterà essere quindi ampliata, distrutta o modificata visivamente in totale libertà espressiva. Il progetto è stato così battezzato data la presenza di più di centocinquantamila voci nel dizionario della nostra lingua. Il fine di Utopia sarebbe quello di ottenere un vocabolario di sole immagini, sfogliabile e collezionabile». 

La prima Enciclopedia dell’Arte Contemporanea 

Treccani ha recentemente pubblicato la prima enciclopedia dedicata all’arte contemporanea a livello internazionale, presentata alla Biennale di Venezia, presso la Biblioteca dell’Archivio Storico della Biennale di Venezia, e successivamente anche al MAXXI, all’Armani/Silos di Milano e al Teatro San Carlo di Napoli. Un’opera di ampio respiro che, nel lasso di tempo dal 1900 al 2021, cataloga non solo gli artisti, ma anche gli storici dell’arte, i teorici, i critici e i curatori, i galleristi e i mercanti d’arte: oltre agli architetti, i designer, i registi, i fumettisti, gli stilisti, i poeti e scrittori che hanno avuto un significativo dialogo con l’arte tra il XX e del XXI secolo. 

«L’arte contemporanea è magmatica e in continuo rinnovamento. Se pur quindi difficile da afferrare, abbiamo creato questa opera che, attraverso un impianto classico, si sviluppa in quattro volumi, ciascuno di circa di ottocento pagine, caratterizzati da apparati iconografici e contributi, sotto forma di saggi brevi, di quattrocentotrentacinque autori, tra i massimi studiosi di storia e critica delle arti di tutto il mondo. Ogni volume è accompagnato da un’opera d’arte inedita, ispirata all’idea stessa di enciclopedia e realizzata da Anish Kapoor, William Kentridge, Anselm Kiefer e Joseph Kosuth. Ogni artista è stato chiamato a rappresentare uno specifico continente: Kiefer, l’Europa, Kosuth, l’America, Kentridge, l’Africa, Kapoor, l’Asia. Quattro maestri del nostro tempo, i cui nomi iniziano sempre con la stessa lettera. Una sorta di ‘fattore K’ dell’arte». 

Il catalogo di Storia della Notte e Destino delle Comete edito da Treccani 

Sempre restando nel panorama lagunare contemporaneo, l’Istituito della Enciclopedia Italiana è stato editore del catalogo di Storia della Notte e Destino delle Comete, mostra di Gian Maria Tosatti, a cura di Eugenio Viola, presso il Padiglione Italia dell’attuale Biennale Arte 2022. 

«Il rapporto con Gian Maria Tosatti è un rapporto pregresso, ha preso parte al progetto di Alfabeto Treccani e abbiamo realizzato assieme Il mio cuore è vuoto come uno specchio, catalogo che ripercorre l’azione artistica da lui intrapresa a partire dal 2017 e vincitrice della VII edizione dell’Italian Council – programma di promozione di arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. In linea con l’estetica e le tematiche affrontate nella mostra, il testo si presenta come un libretto di fabbrica con due fascicoli al suo interno. Il tutto è corredato da una conversazione tra artista e curatore, fotografie del Padiglione Italia e foto d’archivio di Mimmo Jodice, perlopiù inedite, che documentano l’Italsider di Bagnoli».

Treccani e il video come medium artistico 

Treccani contribuisce anche a documentare ambiti peculiari dell’arte contemporanea, come la videoarte, stagione innovativa che a partire dagli anni Sessanta giunge a noi grazie alle innumerevoli applicazioni, prima elettroniche e poi digitali, del video nei contesti di produzione artistica. La mostra Videoarte in Italia. Il video rende felici, a cura di Valentina Valentini, ripercorre la natura intermediale e interdisciplinare di questo mezzo tra gli spazi della Galleria d’Arte Moderna e il Palazzo delle Esposizioni a Roma attraverso opere di Marinella Pirelli, Michele Sambin, Giovanotti Mondani Meccanici, Mario Convertino, Studio Azzurro, Daniele Puppi, Rosa Barba, Danilo Correale, Elisa Giardina Papa, Quayola, Donato Piccolo, Fabio Mauri, Daniel Buren, Bill Viola, Cosimo Terlizzi, Umberto Bignardi, Masbedo, Fabrizio Plessi e Franco Vaccari. Il catalogo che «accompagna la retrospettiva è stato commissionato a Treccani, è un catalogo di una mostra ma anche compendio della videoarte italiana. Il suo carattere enciclopedico si lega molto al nostro approccio alla cultura e al desiderio di rendere fruibili le “nicchie” dell’arte contemporanea». 

La comunicazione digitale secondo Treccani Arte. Il progetto Cartoline

Una volta al mese Treccani Arte inoltra ai suoi contatti una newsletter, un po’ sbarazzina nel layout, ricca di contenuti ricercati e aggiornati, non autoreferenziale, costellata di consigli, novità dal sistema dell’arte contemporanea e animata da caratteri di color vedere fluo. Questo mezzo di comunicazione è diventato anche lo scenario per un progetto artistico che restituisce al destinatario la sorpresa legata all’arrivo inaspettato di una cartolina attraverso una declinazione digitale del movimento della Mail Art, cui hanno aderito Giorgio Andreotta Calò, Massimo Bartolini, Gianfranco Baruchello, Elisabetta Benassi, Enzo Cucchi, Emilio Isgrò, Maurizio Nannucci, Diego Perrone, Marinella Senatore e Gian Maria Tosatti. 

«La newsletter vuol essere stimolante, esterna all’universo Treccani. È un nostro modo di filtrare le novità e condividerle con i lettori. Durante il lockdown questa forma di comunicazione digitale divenne anche il medium per il progetto artistico Cartoline. Nell’agosto 2020, gli iscritti alla newsletter potevano ricevere messaggi dagli artisti senza sapere quando il messaggio gli sarebbe stato recapitato. L’operazione è stata site-specific, perché legata al corpo di una e-mail, e time-specific, dato che gli artisti selezionavano la data e l’ora esatta in cui inviare il messaggio. Si è creata un’attesa attorno alla ricezione di un messaggio d’artista dai contenuti più svariati che una e-mail può introiettare, immagini, video, link e testi». 

Progetti futuri 

«Prima del lockdown avevamo lanciato il format Le parole dell’arte, dove artisti e critici d’arte dialogavano tra loro e con il pubblico attorno a delle parole specifiche. Vogliamo tornare periodicamente a ospitare eventi culturali presso la nostra sede romana, creando aggregazione attorno ai linguaggi dell’arte contemporanea». 

Iacopo Ceni 

Iacopo Ceni (Firenze, 1991) si è laureato in Storia dell’arte contemporanea presso l’Università La Sapienza di Roma con una tesi sull’archivio come nuovo medium artistico. Dopo esperienze lavorative all’interno del  sistema dell’arte internazionale, dal 2018 segue per l’Istituto della Enciclopedia Italiana il progetto Treccani Arte. 

Federico Jonathan Cusin

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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