Hermès in the Making, mostra, articolo Lampoon Magazine
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Dalla steppa russa a Hermès: la riscoperta della pelle Volynka

Pelle Volynka sui tavoli da lavoro degli artigiani – la mostra Hermès in the Making, alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, ripercorre duecento anni di storia

Hermès in the making, dal 19 al 29 maggio alle Officine Grandi Riparazioni (Ogr) di Torino

La mostra, già arrivata al Danish Architecture Center di Copenaghen nell’ottobre 2021, farà scalo in varie città del mondo nel corso del 2022. La scenografia si articola intorno a quattro temi alla base della storia e dello sviluppo della Maison. Tutela e trasmissione dei savoir-faire, rispetto e qualità delle materie, consapevolezza del valore del tempo, radicamento territoriale. Attraverso il lavoro degli artigiani, Hermès porta i visitatori a scoprire come nascono i pezzi delle sue collezioni. Laboratori manuali, di colorazione e di associazioni olfattive permetteranno ai visitatori di vivere l’esperienza guidati dagli artigiani dei vari métier della Maison. Il rapporto che la lega allo sviluppo sostenibile viene indagato anche nella serie di film Empreintes sur le monde realizzati dal documentarista Frédéric Laffont. Torino è la seconda tappa di Hermès in the Making. I prodotti in pelle Volynka sono presentati sui tavoli da lavoro degli artigiani alla mostra.

Pelle Volynka – tra mito e leggenda

Diciassettessimo secolo, Mosca. La pelle russa era utilizzata per costruire ogni tipo di indumento. Dagli stivali ai paraorecchie, riparava dalle rigide temperature degli inverni. Gli artigiani la realizzavano con pelle di vitello, renna o pecora. La si lasciava macerare in catini di corteccia d’albero, e poi la si ungeva con olio di betulla. Aroma di bosco, morbidezza, resistenza, impermeabilità. La pelle era riconoscibile per il colore rosso-mattone e per la trama tratteggiata a croce. Secondo la leggenda, l’invenzione della pelle russa fu un caso. Cavalcando nelle steppe dell’Europa orientale, un cosacco sfregò i suoi stivali di pelle contro i tronchi delle betulle, dando vita alla tradizione artigiana. In poco tempo divenne il materiale preferito dall’aristocrazia occidentale. Usata inizialmente dai produttori di lusso per i bauli e le borse dai viaggiatori transatlantici, divenne presto di moda nelle alte società parigine e americane. Nel Ventesimo secolo, in concomitanza con la Rivoluzione russa, si interruppe la produzione e se ne persero le tracce.

Metta Catherina l’ultima pelle russa esistente al mondo

1973. I sub del Plymouth Sound del British Sub Aqua Club (Bsac), durante un’uscita in mare, scoprirono il Die Frau Metta Catherina von Flensburg, il relitto di un brigantino danese affondato intorno al 1786 a Raveness Point, Devonshire. Il veliero, partito da San Pietroburgo con destinazione Genova, trasportava in stiva tonnellate di canapa, servizi di porcellana e, rotoli di pelle russa. Rimasero quasi due secoli immersi sott’acqua. I rotoli interni erano conservati in ottime condizioni. Il principe Carlo donò il relitto e il suo carico al British Sub Aqua Club. Sotto la guida della sezione di archeologia nautica recuperarono dalla stiva della Metta Catherina l’ultima pelle russa esistente al mondo.

Lampoon, Hermès in the Making, Copenhagen. Gli artigiani al lavoro
Hermès in the Making, Copenhagen. Gli artigiani al lavoro

Hermès: la pelle Volynka

Negli anni novanta fu Hermès ad acquistare i rotoli per uno studio più approfondito. Nel 2012 Hermès inizia un progetto di ricerca per far rivivere l’arte perduta della pelle russa. La Maison si è rivolta a Élise Blouet, restauratrice di pelli francese, e alla J. & J.F. Baker, l’ultima conceria in Inghilterra a trattare le pelli con la tecnica della corteccia. Blouet ha studiato testi risalenti al 1663 per carpire le tecniche di concia degli artigiani russi del Diciassettesimo secolo. Dopo cinque anni di esperimenti, sono riusciti a riscoprire la tecnica perduta di realizzazione della storica pelle russa. Hermès l’ha ribattezzata pelle Volynka. 

Occorrono dai dodici ai quindici mesi per produrre la pelle russa. Per prima cosa sono raccolte a mano le pelli di vitello. All’arrivo, le pelli grezze sono private dai peli, ispezionate e tagliate. Dopodiché, per tre mesi, restano immerse in fosse di concia di specie erboree della regione di Mosca. Quercia, salice e corteccia di betulla. Le pelli sono poi lasciate a macerare. Dopo le fosse di concia, le pelli sono asciugate nell’essiccatoio, poi passate a mano per rimuovere pieghe indesiderate. In seguito, sono tinte con il tradizionale colore rosso-mattone e stampate con il caratteristico tratteggio a croce. Entra in gioco l’olio di betulla. È l’ingrediente che ha dato alla pelle russa la sua resistenza e l’aroma riconoscibile e che ne rafforza le fibre naturali. Si lascia macerare nell’olio di betulla per una settimana. Alla fine viene pulita con una spazzola a setole morbide.

Pelle Volynka: i metodi di lavorazone della conceria J. & J. F. Baker

La conceria J. & J. F. Baker ha sviluppato processi per produrre pellami resistenti con prodotti naturali. Eliminata la produzione di effluenti nocivi per l’ambiente o sottoprodotti di scarto difficili da smaltire. Si scelgono pelli provenienti da allevamenti di vitelli locali entro 100 chilometri dalla conceria. La corteccia di quercia è ottenuta da alberi di boschi cedui, coltivati in Cumbria, nel Regno Unito. La pelle è lasciata essiccare in magazzino per tre anni. Poi è macinata nel mulino, una macchina di quattrocento anni azionata da una ruota idraulica. Il processo si attiva grazie a energie rinnovabili. I rifiuti sono pompati in luoghi di assorbimento per la filtrazione e la corteccia esausta è riutilizzata come compost per il giardinaggio. I macchinari secolari richiedono una continua manodopera e molte parti sono insostituibili perché non più in produzione. Le macchine disattivate rimangono in azienda per essere usate come parti di ricambio. Il capannone di essiccazione è riscaldato da una caldaia a biomassa, alimentata dall’incenerimento dei prodotti di scarto dell’azienda. Pelli in eccesso, grasso, ritagli e scarti di pelle. Si riduce così l’uso di gas richiesto dalle caldaie tradizionali. J. & J.F. Baker prevede in futuro di abbandonare del tutto i combustibili fossili. Si punta ad adattare la ruota idraulica per produrre elettricità rinnovabile e alimentare la conceria con l’elettricità prodotta in loco. 

Cuir de Russie, mémoire du tan

Il progetto di ricerca di Hermès è documentato da Blouet in Cuir de Russie, mémoire du tan, pubblicato in francese da Editions Monelle Hayot (2017). La leggenda della pelle russa è anche conservata al Museo Émile Hermès, presso il negozio del marchio in Rue du Faubourge Saint-Honoré, Parigi. La pelle Volynka prende vita per tre borsoni da viaggio e un taccuino Ulysse della collezione Primavera 2018. Haut à courroies è una borsa a forma trapezoidale con cinghie laterali, manici corti e una patta rigida che poggia su borchie di ottone. Introdotta ai primi del Novecento per uso equestre, si è trasformata nei decenni in borsone da viaggio. Così Bolide voyage, borsa con angoli stondati e con chiusura lampo introdotta negli Anni ‘20, e Plume voyage, borsone leggero in produzione dagli Anni Sessanta.

Hermès in the making, dal 19 al 29 maggio alle Ogr di Torino

I prodotti in pelle Volynka sono presentati sui tavoli da lavoro degli artigiani alla mostra Hermès in the Making, 19-29 maggio 2022 a Torino. L’evento è ospitato dalle Officine Grandi Riparazioni (Ogr). La scenografia si articola intorno a quattro temi alla base della storia e dello sviluppo della Maison. Tutela e trasmissione dei savoir-faire, rispetto e qualità delle materie, consapevolezza del valore del tempo, radicamento territoriale. Attraverso il lavoro degli artigiani, Hermès porta i visitatori a scoprire come nascono i pezzi delle sue collezioni. Laboratori manuali, di colorazione e di associazioni olfattive permetteranno ai visitatori di vivere l’esperienza guidati dagli artigiani dei vari métier della Maison. Il rapporto che la lega allo sviluppo sostenibile viene indagato anche nella serie di film Empreintes sur le monde realizzati dal documentarista Frédéric Laffont. Torino è la seconda tappa di Hermès in the Making. La mostra, già arrivata al Danish Architecture Center di Copenaghen nell’ottobre 2021, farà scalo in varie città del mondo nel corso del 2022.

Hermès in the Making 

Quasi 45mila visitatori hanno scoperto la prima edizione di Hermès in the Making, presentata al DAC di Copenaghen

Giorgia Fenaroli

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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