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Elogio del cavallo e manifattura del cap: come nasce un casco per equitazione

La quindicesima edizione dei Campionati Mondiali di Completo è ospitata in Italia presso l’Impianto Sportivo Equestre di Rocca di Papa. In conversazione con Lelia Polini e Bianca Collet Serret, fondatrici di Kep Italia

KEP Italia alla FEI World Championships Eventing & Driving 2022

I Campionati Mondiali di Completo sono ospitati in Italia per la loro quindicesima edizione presso l’Impianto Sportivo Equestre di Rocca di Papa, che nel tempo ospitò le Olimpiadi del 1960 e i World Equestrian Games di Roma nel 1998. Un totale di novanta binomi, appartenenti a ventisette nazioni diverse, si contendono il titolo attraverso gare di salto a ostacoli, dressage e cross country; quest’ultimo è il momento più atteso del programma: un tracciato su terreno vario disseminato di ostacoli naturali – cataste di legna, fossi, staccionate, banchine – che dovranno essere superati al galoppo entro un determinato tempo dalle amazzoni e dai cavalieri partecipanti al concorso. Gli attacchi, invece, rappresentano l’unica attività equestre in cui non si monta a cavallo, ma si conduce una carrozza attaccata ad un tiro di uno, due, o quattro cavalli cui far eseguire uno specifico percorso. 

Lelia Polini e Bianca Collet Serret, fondatrici di Kep Italia

«Partecipiamo al FEI World Championships Eventing & Driving 2022, di cui siamo sponsor ufficiali, dal 15 al 25 settembre», raccontano Lelia Polini e Bianca Collet Serret, fondatrici di KEP Italia, azienda italiana produttrice di caschi per l’equitazione. Lelia Polini: «L’equitazione è sempre stato il mio sport. Apprezzo la libertà di sellare il cavallo e andare in passeggiata. Mi sono avvicinata all’endurance, che agonisticamente prevede di percorrere lunghe distanze a cavallo, da trenta fino a centosessanta chilometri nell’arco di circa venti ore. Vivere il cavallo da vicino ha reso necessaria la ricerca di caschi di sicurezza che non fossero quelli classici, pesanti, foderati di velluto nero, ma leggeri, performanti, areati e resistenti». Bianca Collet Serret è originaria dell’Isola di Mauritius, mentre Leila è bergamasca. «Ci siamo conosciute a Mauritius, io lavoravo nell’hôtellerie e lei nel settore turistico. Abbiamo iniziato a lavorare assieme prima fornendo consulenza tecnico-commerciale alle aziende, poi nel 2007 abbiamo fondato Kep Italia, con l’intenzione di non limitarci a rispettare i test di omologazione richiesti dal mercato, ma focalizzandoci su qualità e sicurezza, in sella e a terra».

Milano San Siro Jumping Cup, Piazza di Siena, Fieracavalli 

Lelia Polini e Bianca Collet Serret partecipano ad appuntamenti nazionali e internazionali del mondo dell’equitazione, come la recente Milano San Siro Jumping Cup o la Design Week. «Prendiamo parte annualmente a Fieracavalli di Verona e all’appuntamento romano di Piazza di Siena». All’interno del parco di villa Borghese, Piazza di Siena si svolge dal 1922. Competitività internazionale, montepremi, tra cui il Premio Kep Italia, e gratuità per il pubblico che assiste all’evento, decretano annualmente il successo di questo evento. Fieracavalli è invece un’esposizione fieristica dedicata ai cavalli e all’equitazione, la principale in Italia, che si svolge a Verona con cadenza annuale dal 1898 a inizio novembre. Si susseguono competizioni sportive, spettacoli equestri, monta western e percorsi dedicati che culminano con Jumping Verona, unica tappa italiana della Coppa del Mondo di Salto Ostacoli, parte di Longines FEI Jumping World Cup. 

KEP Italia – Art&Cavallo, una mostra d’arte contemporanea a tema equestre

Nel Settecento Charles Watson-Wentworth, II marchese di Rockingham, decise di battezzare un puledro della sua scuderia ispirandosi a una bevanda a base di gin e melassa che presentava un brillante colore scuro, simile al manto del giovane cavallo. Whistlejacket si rivelò un nome fortunato, tanto da entrare a far parte della storia dell’arte: lo stallone divenne un esemplare da corsa, e il proprietario ne commissionò un ritratto nel 1762 a George Stubbs, oggi esposto alla National Gallery. La storia di Whistlejacket è uno degli esempi in cui per l’uomo il cavallo si eleva al sublime. Un animale la cui purezza nei secoli è stata fascino per imperatori: Alessandro Magno amò Bucefalo, così come Giulio Cesare Austurcone e Napoleone Marengo, ad ogni monarca il suo cavallo. Leonardo vi dedicò studi anatomici. Lady Godiva cavalcò nuda in favore del suo popolo. Passione di Elisabetta II d’Inghilterra e Charlotte Casiraghi. A partire dalla mitologica greca, secondo cui i cavalli sono divinità solari, questo animale, nella sua vulnerabilità e bellezza, conserva un fascino capace di far dedicare l’esistenza di uomini e donne alla sua cura.

«Il cavallo ha ispirato artisti e intellettuali nei secoli. È emblema di bello, libertà, purezza», sostiene Lelia Polini. «Dal 2019 a Verona presentiamo annualmente Art&Cavallo, una mostra d’arte contemporanea a tema equestre, per valorizzare la figura del cavallo e il rapporto tra l’uomo e questo animale. Una rassegna, a cura dell’architetto Federica Crestani, che elegge il cavallo a opera d’arte. Dalla collaborazione con Fiera Cavalli Verona e Arar-atelier nasce il progetto Equiarte. Un’iniziativa che ci ha visti impegnati nella creazione di alcuni pezzi unici sui quali sono state riprodotte le opere degli artisti della Comunità Giardino dei Tigli, un’organizzazione impegnata nella disabilità acquisita».

La sede di Kep Italia in provincia di Brescia

La nuova sede di Kep Italia si trova a Calvagese della Riviera, in provincia di Brescia; inaugurata quattro anni fa si trova vicino al Lago di Garda: «è dotata di pannelli solari, parcheggi dedicati alla ricarica elettrica delle automobili e, dal 2021, abbiamo introdotto anche l’utilizzo di tessuti ecosostenibili per la realizzazione dei caschi e delle sacche ideate per la loro custodia, cercando di limitare al minimo l’impiego di plastica. Tutti i materiali e i dettagli che compongono i caschi e gli accessori sono prodotti in Italia. Un anno fa abbiamo ottenuto la certificazione Made In Italy da parte dell’Istituto di Tutela dei Produttori Italiani». 

Come nasce un casco per equitazione KEP Italia

I caschi possono essere creati su commissione. «Le finiture esterne possono essere in carbonio, policarbonato, fibre di vetro o ABS, un materiale termoplastico. Queste lastre sono serigrafate così da dotarle di una base di colore, per poi procedere successivamente alla verniciatura. Internamente, lo scheletro è solitamente in polistirolo, in grado di sopportare urti. È meccanicamente modellato per assumere forme che si possano adattare a quelle del cranio. Le fasi di preparazione tengono conto anche della traspirabilità del casco, affinché risulti gradevole al cavaliere o all’amazzone, favorendo il suo utilizzo per il maggior tempo in cui si è a contatto con il cavallo. Il cap non vuol essere un impedimento ma un accessorio per la propria incolumità. Ci siamo presentate sul mercato con Cromo, un casco in molding che si distinse per leggerezza e per l’imbottitura interna amovibile». 

Sono necessari circa tre mesi per la realizzazione di un casco KEP Italia

Esistono opzioni di personalizzazione e un configuratore online che permette di rendere unico il proprio cap. «Un cliente può scegliere tra oltre dodicimila opzioni che rispecchiano il suo gusto ed esigenze tecniche. Grazie a un investimento a priori in termini di disponibilità del prodotto, siamo in grado di consegnare il cap customizzato entro tre giorni. Inizialmente i caschi erano solo neri o blu. Abbiamo introdotto sul mercato vernici policrome che consentono di abbinare il proprio KEP ai finimenti del cavallo e all’abbigliamento scelto dal cavaliere, come giacche, pantaloni o stivali». 

KEP Italia si rivolge non solo a chi pratica equitazione. «Partecipiamo periodicamente alle fiere di settore, come quella rinomata di Colonia. Inoltre, ci interessano anche i contesti culturali e quelli sportivi legati ad altre discipline. Rispetto a questo ultimo punto, abbiamo ideato anche un casco versatile, Cromo 2.0, che si rivolge anche a coloro che per esigenze diverse nel loro quotidiano necessitano della protezione di un casco mentre vanno in bici, sul monopattino elettrico o su uno skateboard».

KEP Italia e il mondo dell’equitazione 

I prodotti KEP Italia sono rivolti ai cavalieri e alle amazzoni di tutte discipline equestri, dal dressage, al salto a ostacoli, al polo, attacchi e completo. Discipline olimpiche tra cui figurano testimonial con palmarès, come le dressagiste olimpioniche Adelinde Cornelissen e Isabell Werth ma anche, tra gli italiani, la cavallerizza paralimpica Sara Morganti, e i cavalieri di salto ostacoli Alberto Zorzi e Filippo Bologni. 

Lelia Polini e Bianca Collet Serret

Nel 2007 Lelia Polini e Bianca Collet Serret fondando KEP Italia. La ricerca per la sicurezza, l’innovazione e la creatività sono i principi caratterizzanti che hanno permesso alla loro realtà di diventare leader di settore a livello mondiale, proponendo caschi per l’equitazione, e non solo, 100% Made in Italy.

Federico Jonathan Cusin

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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