Stefano Rabolli Pansera by Goswin-Schwendinger
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Cinema in Engadina – la prima edizione di St. Moritz Art Film Festival

«Fra arte e cinema, SMAFF non interferisce con il Festival di Locarno o di Zurigo: la dimensione ridotta offre l’occasione della prossimità» – interviene il direttore Stefano Rabolli Pansera

Tra cinema e arte contemporanea: il video d’artista al St. Moritz Art Film Festival 

Il Festival si propone di presentare al pubblico opere non solo di cineasti ma anche di artisti visivi. Come già notava Rosalind Krauss nel 1999, il video d’artista si conferma quindi in qualità di medium prediletto per creare un fil rouge tra arte e cinema, tanto da sancire la fine della specificità mediale. Quale spazio riveste l’immagine in movimento oggi nel sistema dell’arte contemporanea. «SMAFF è un Art Film Festival che combina video arte e film d’essai sulla stessa piattaforma. Inoltre, il tema curatoriale cambia ogni anno e costituisce il fil rouge della programmazione. Questo aspetto è ciò che accomuna una selezione di film eterogenei e che offre una chiave di lettura unificante».

La settima arte nella cultura elvetica

La Svizzera vanta una tradizione legata ai festival cinematografici, come quelli di Locarno, Zurigo o Ginevra. La cifra caratterizzante di SMAFF si delinea anche attraverso il contesto socio-culturale di St. Moritz, odierno e storicizzato, che concorre alla sua peculiarità identitaria. 

«Nietzsche, Thomas Mann, Gerhard Richter, Julian Schnabel: intellettuali, musicisti, scrittori e artisti hanno considerato St. Moritz e l’intera Valle Engadina un luogo di riferimento da cui rinnovare il loro punto di vista sul mondo. Hitchcock ha concepito The Birds osservando i volatili sopra la terrazza del Badrutt’s Palace Hotel di St. Moritz e Julian Schnabel ha passato i mesi del montaggio della pellicola At Eternity’s Gate a S-Chanf, piccolo villaggio dell’Engadina, dove aveva la tranquillità necessaria per montare il film. SMAFF è un festival nuovo che occupa l’intervallo fra arte e cinema. Per questo motivo, non interferisce con i grandi Festival di Locarno o di Zurigo. La dimensione ridotta offre l’opportunità della prossimità fra artisti, produttori, collezionisti e il pubblico. Gli ospiti possono relazionarsi con gli addetti ai lavori, artisti e cineasti».

Face to Face: il tema della prima edizione di St. Moritz Art Film Festival 

La prima edizione si sviluppa attorno a un programma ibrido che esplora il tema del viso, e della vista se si pensa all’etimologia del termine, attraverso numerose opere d’autore: da Pier Paolo Pasolini, a Malcolm McLaren, Daniel Schmid, passando per i più recenti lavori di Diego Marcon, Arin Rungjang, fino a Julian Schnabel. SMAFF inaugura le sue edizioni con una riflessione sul tema Face to Face; il concetto di volto ha dunque influito sulla selezione delle opere presentate e le attraversa differentemente.

«Il volto è luogo dell’umanità; ed è l’interfaccia con gli altri. Mi piace pensare che il Festival possa diventare una piattaforma filosofica per riflettere sul concetto di ‘volto’ e che, ogni film, pur nella sua irriducibile specificità possa essere un tassello di una riflessione più ampia. Questo tema si pone alla convergenza di tanti altri: la riappropriazione dei nostri volti dopo un periodo in cui erano coperti da mascherine, il ritrovamento dell’Altro in tempi di populismo, le sfide della biopolitica in una società in cui emerge una tendenza a un controllo sempre più stringente. Face to Face descrive l’evento specifico dell’essere a confronto con l’Altro. Essere faccia a faccia offre l’opportunità di entrare in relazione con il mondo che ci circonda e mettere in discussione il nostro rapporto con la storia, con la tecnologia, con la natura».

I primi quattro giorni di St. Moritz Art Film Festival

Dal 25 al 28 agosto si è tenuta la prima edizione del Festival, «evidenziando il legame tra arti visive e cinema, il programma di SMAFF ha sviluppato la complessità della nozione di volto attraverso proiezioni e dibattiti, tavole rotonde, letture, talk e incontri sia durante la rassegna cinematografica che durante tutto l’anno con seminari mensili online. Ogni tema annuale si svelerà attraverso una serie di vecchi e nuovi film, video e materiale audiovisivo, nonché dibattiti con filosofi, artisti, produttori cinematografici, attori e sceneggiatori prima e dopo le proiezioni vere e proprie, creando un contesto congeniale a un approccio analitico approfondito. La creazione di questa piattaforma unica per la ricerca metterà in luce l’interpretazione creativa dei film esistenti, rivelando così il potere di curare materiale cinematografico e audiovisivo per sviluppare una nuova prospettiva di pensiero e azione».

ArinRungjang, And then there were none 2017
Arin Rungjang, And then there were none, 2017

I tre premi di SMAFF

Una giuria coordinata da Ewa Hess e composta da Leonardo Bigazzi, Sophie Fienns, Alexandra Gordienko, Ara Merjian, Anthony McCarten e Davide Quadrio, ha conferito tre premi: «Love at first sight a Diego Marcon per The Parent Room (2021), opera già presente alla Biennale Arte 2022, Best Film by an Artist Award consegnato all’artista albanse Adrian Paci che ha presentato Prova (2019) e Best Arthouse Film Award per il regista tedesco Roman Hüben con Douglas Sirk: Hope As in Despair (2022). I premi sono stati disegnati da Not Vital, artista della Valle Engadina, che risiede presso il castello e centro culturale di Schloss Tarasp, vicino alla comunità montana di Scuol».

St. Moritz Art Film Festival e la realtà virtuale

Il poster di questa prima edizione è stato realizzato da Oscar Marine, che celebra il concetto di cinema espanso (Gene Youngblood, 1970). Data la vocazione di SMAFF per la ricerca sull’immagine in movimento e gli approcci sperimentali che da sempre la caratterizzano, ci si domanda se in futuro saranno contemplate anche le potenzialità, e i limiti, legate alla realtà virtuale.

«Abbiamo già iniziato a valutare la possibilità di collaborazione con artisti che lavorano con il tema della realtà virtuale. È una conversazione in divenire perché ci sono molte possibilità aperte che daranno i risultati a partire dalla seconda edizione. Quest’anno il lavoro presentato dell’artista coreano Heecheon Kim si concentra sulla trasformazione digitale dei volti nelle grandi folle e moltitudini di Seoul. Dall’anno prossimo, siamo interessati ad incorporare il linguaggio digitale nel concetto di paesaggio digitale così da mantenere il baricentro fisso sulla coerenza ed integrità curatoriale rispetto al tema annuale».

Un accenno alla seconda edizione di SMAFF

«Jean-Luc Godard ha detto Un paysage, c’est comme un visage e, a questo proposito, è illuminante esplorare il rapporto tra viso e paesaggio soprattutto in un scenario naturalistico unico come quello engadinese. Per questa ragione, il tema curatoriale della seconda edizione di St. Moritz Art Film Festival  sarà Divenire-Paesaggio».

Stefano Rabolli Pansera

Fondatore e direttore del St. Moritz Art Film Festival, è architetto e curatore. Dopo essersi laureato con lode alla Architectural Association School of Architecture di Londra nel 2005, ha lavorato con Herzog de Meuron a Basilea dal 2005 al 2007 e ha insegnato alla AA come Unit Master dal 2007 al 2011. Nel 2013 ha fondato Beyond Entropy Ltd, un’agenzia curatoriale che opera alle soglie dell’arte, dell’architettura e della geopolitica e che sviluppa progetti in Africa, Europa e sulle coste del Mediterraneo. Ha curato diversi padiglioni nazionali alla Biennale di Venezia e, nel 2013, ha ricevuto il Leone d’oro per la migliore partecipazione nazionale per il padiglione dell’Angola. Nel 2015 ha progettato la galleria all’aperto Mangiabarche e ha diretto il programma espositivo del MACC, uno spazio non profit nel sud-ovest della Sardegna.

Dal 2017 al 2022, Rabolli Pansera ha lavorato come direttore della Hauser & Wirth Gallery di Londra e ha aperto la Hauser & Wirth Gallery di St. Moritz, continuando a seguire diverse iniziative in Europa e Asia, sviluppando progetti istituzionali con Christoph Büchel e la Collezione Panza.

Federico Jonathan Cusin

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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