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Femminilità rimedio all’anagrafica – la celebrità di Orietta Berti

Comunismo e DC, la rabbia di Luigi Tenco prima del suicidio e le signore che andavano a letto con le graffette nei capelli per fare le onde

Orietta Berti, l’infanzia e i genitori 

Orietta Berti, nata nel 1943, vuole levarsi le trecce da bambina e imitare la cugina Ombretta (i nomi con la O sono una costante familiare: la madre Olga, il marito Osvaldo, i figli Omar e Otis, la nipote Olivia). Nella sua autobiografia Tra bandiere rosse e acquasantiere, Berti racconta che le nonne e i genitori volevano impedirle di tagliarsi i capelli – ma si ribella, piange, strepita e alla fine li convince: li taglia a caschetto, come Audrey Hepburn, come, quasi settant’anni dopo, li ha portati sul palco dell’Ariston. La prima volta che mi sono tagliata i capelli corti avrò avuto una decina d’anni. Anni Cinquanta, donne che vanno a letto con i capelli ingraffettati per svegliarsi la mattina seguente con le onde piatte. 

Orietta Berti è nata a Cavriago, per decenni roccaforte del Partito comunista: l’unica cittadina occidentale con un busto di Lenin in piazza. La madre di Orietta era comunista. La settimana che precedeva la Festa del Primo Maggio casa Berti diventava una centrale operativa: la mamma e le sue amiche ritagliavano e incollavano le bandierine rosse di carta su tante cordicelle. La madre portava Orietta ai comizi e cortei del Partito comunista e le faceva distribuire garofani rossi, la domenica invece il padre la portava a messa e durante le festività religiose e le faceva lanciare i petali di rose. Nonostante la fede politica, che negli anni Cinquanta divideva paesi e famiglie, soprattutto nella rossa Emilia – anche la madre frequentava la chiesa, a condizione che fosse quella del suo paese natio. Scrive Orietta nella sua autobiografia: Mia mamma poteva indicarmi al mattino una persona in piazza dicendomi: ‘Cul lè l’è un demonii’, ‘quello è un diavolo’, parola che lei utilizzava per definire i democristiani, e la sera prestargli una tazza di zucchero o tenere aperta la pesa più a lungo per fargli un piacere. Se al Primo Maggio i demoni preferivano non partecipare per non rischiare accuse di cospirazione o chissà cos’altro, a Natale e a Pasqua si ritrovavano tutti in chiesa, e si scambiavano un segno di pace. Oltre a poter fare, una donna può essere molte cose contemporaneamente.

Il tour americano di Orietta Berti

Lampoon, storie italiane: Orietta Berti e Luigi Tenco a Sanremo 

Nel 1966 Orietta Berti partecipava al suo primo Festival di Sanremo con la canzone Io ti darò di più, l’edizione seguente di nuovo con Io, tu e le rose: è l’anno del suicidio di Luigi Tenco, in seguito all’eliminazione della sua canzone. Nel biglietto di addio, Tenco scrive: Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro), ma come atto di protesta contro un pubblico che manda in finale una canzone come ‘Io tu e le rose’ e una commissione che seleziona ‘La rivoluzione’. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi. Nella sua autobiografia Orietta Berti confessa che quella canzone non piaceva nemmeno a lei, come del resto anche la sua più famosa: Fin che la barca va. Berti cantava Io, tu e le rose in coppia con Les Compagnons de la Chanson, gruppo vocale francese composto da nove voci maschili, tra bassi, tenori e baritoni. Sulla testa un’acconciatura impegnativa, addosso gli abiti della boutique milanese della Pinuccia. Cinquantaquattro anni dopo, Berti si esibisce con quattro donne che hanno deciso di fare tutte un passo indietro per portare avanti un progetto comune. Nella serata delle cover, in cui ogni artista sceglie un ospite con cui esibirsi, si fa accompagnare dal gruppo femminile de Le Deva: le quattro componenti hanno tra i 30 e i 42 anni. Orietta sul palco è quella con i capelli più corti.

Le Deva, chi sono le cantanti 

Greta Manuzi, Roberta Pompa e Verdiana Zangaro si sono unite a formare un gruppo nel 2016, con loro c’era anche Simonetta Spiri, che nel 2017 ha lasciato il gruppo ed è stata sostituita da Roberta Pompa. Tutte hanno partecipato a talent-show televisivi: Amici e X-Factor. Nel 2017 è uscito il loro primo album in studio, 4. Tra i brani c’è L’Origine, il cui testo dice: La bellezza è femmina, Di questa vita siamo l’origine. Il nome del gruppo racchiude la D di donna e il nome della prima donna, Eva. I Deva sono anche gli spiriti della natura nella mitologia di diverse culture. Laura si è dichiarata lesbica, Roberta e Greta bisessuali, Verdiana eterosessuale. L’incontro con Orietta Berti è stato casuale: il loro autore, Marco Rettani, è anche uno degli autori del brano che Orietta ha portato a Sanremo, Quando ti sei innamorato. Le Deva e Orietta si sono conosciute in studio, la cantante ha ascoltato alcune canzoni e ha chiesto loro di accompagnarla a Sanremo per la serata delle cover: hanno cantato insieme Io che amo solo te di Sergio Endrigo. L’esibizione è arrivata seconda nella classifica della serata. «Entrare in un gruppo dopo aver iniziato come soliste significa procedere insieme senza mai fare un passo davanti alle altre. Ognuna ha il suo ruolo: c’è chi fa l’assist, chi il corner, chi il colpo di testa», raccontano. Tutte hanno percorsi diversi: Roberta Pompa pop, Laura Bono è cantautrice, Verdiana Zangaro jazzista, Greta vicina al rihythm’n’blues. 

Orietta Berti a Sanremo 2021

‘Voce ottima’, annotò un importante direttore d’orchestra al primo provino di Orietta Berti nel 1961. ‘Ma dovrebbe fare un po’ di dieta…’. A pensare a quanto ero magra allora rispetto a adesso mi viene da ridere, scrive Berti nella sua autobiografia, ma allora andavano di gran moda le donne stecchino, e io certo a quel genere non appartenevo.Il 71esimo Festival di Sanremo è il primo senza pubblico nel teatro dell’Ariston, a causa della pandemia, ma seguito da televisioni e social. Non c’è festival senza polemica, divertente corollario di uno spettacolo sempre uguale che ci si gode come fosse sempre diverso. Tra le questioni del 2021, i fiori che di solito sono regalati solo alle donne e qualcuna durante le serate del Festival passa al collega uomo: parità anche nel cadeau.

Orietta Berti

Pseudonimo di Orietta Galimberti, è nata a Cavriago il primo giugno del 1943

Nicola Baroni

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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