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Carta filigranata: nuovo mercato per una lavorazione del Quattrocento

La carta scelta da D’Annunzio, Leopardi e Napoleone: fatta a mano negli stessi luoghi dove la famiglia Magnani iniziò a produrla nel 1400 – in conversazione con Francesco Magnani

Lampoon Interview: Francesco Magnani

Francesco e Alessandro Magnani sono discendenti di una famiglia di mastri cartai tra le più antiche d’Italia. La carta prodotta dai loro avi è passata per le mani di D’Annunzio, Leopardi, Napoleone. La produzione della carta portata avanti per secoli si è interrotta alla fine degli anni Ottanta, quando Casa Magnani conosce una fase di declino fino alla chiusura nel 1992. Sembrava il capitolo finale di una storia, fino a quando la famiglia Carrara, proprietaria del Museo della Carta Pescia – circa 7mila pezzi ritrovati nelle antiche cartiere – decide di riportare in vita l’attività della famiglia Magnani, riprendendo le stesse tecniche di produzione usate per centinaia di anni. Racconta Francesco Magnani, amministratore e ministro delle vendite dell’impresa Magnani: «Gli unici in famiglia che non avevano mai lavorato con la carta siamo io e mio fratello. La morte improvvisa di nostro padre e di nostro zio arrivò poco dopo che la cartiera passò nelle mani di altri e noi ci dedicammo ad altre attività. Il Museo salvò tutto il materiale trovato nelle antiche cartiere. Inizialmente fu un percorso di salvaguardia del patrimonio storico e culturale dei territori, poi si organizzarono corsi per insegnare a fare la carta a mano – mastri cartai, cucitrici, filigranisti fianco a fianco di giovani del territorio, per un apprendistato lungo sei anni». Riparte così, nel 2018, l’attività produttiva del marchio storico Magnani, a cui la 27esima edizione di Artigianato e Palazzo – svoltosi a Firenze dal 16 al 19 settembre – ha dedicato la sua Mostra Principe.

Carta filigranata fatta a mano, la lavorazione

Il prodotto principale della cartiera è la carta filigranata fatta a mano: «Per i nostri nonni gli affari erano trainati soprattutto dalla produzione di carta moneta e della carta a macchina. Noi abbiamo voluto incentrare l’attività su questo prodotto fatto con tecniche secolari ma scomparso dalla grande produzione», spiega Magnani. Per farla, due elementi: acqua, cotone e/o cellulosa. «Esistono molti macchinari che ricreano le movenze dei mastri cartai. I nostri ragazzi la fanno a mano. Si parte con cotone immerso nell’acqua, che dentro la macchina olandese è fatto raffinare», racconta Magnani. Il mastro cartaio immerge poi la forma nell’acqua. Una volta tirata fuori, rimane lo strato di pasta, poi scolato e appoggiato su un feltro di lana. Sopra di questo, un altro feltro e poi un foglio. Si crea una pila prima pressata per eliminare l’acqua al suo interno, poi asciugata all’aria negli spanditoi della cartiera. Tutto il materiale utilizzato, dice Magnani, è naturale e non inquinante, senza aggiunta di prodotti chimici. La materia prima arriva dall’Italia, così come le terre usate per colorare la carta, anche queste naturali e non trattate chimicamente. I colori base sono il bianco e l’avorio, ma nella cartiera si testano anche diverse pigmentazioni, come il blu o sfumature più accese di avorio. «Ogni foglio di carta è uguale a quello dopo, ma non identico. È una creazione: gli elementi che lo formano sono gli stessi, ma la composizione sarà sempre diversa. Per fare un foglio sono necessari quattro giorni di lavoro», spiega Magnani. 

Courtesy Museo della Carta – Cartiera Magnani

Storia della Cartiera Magnani

La storia dei Magnani si lega con quella della terra di Pietrabuona, frazione del piccolo comune di Pescia, in provincia di Pistoia. Sia il Museo della Carta di Pescia, diretto da Massimiliano Bini – anche consigliere e ministro dell’heritage marketing dell’impresa sociale –, sia l’azienda ancora oggi si trovano lì. Prima di stabilirsi in quei luoghi la dinastia passò per l’Emilia e per la Liguria. Arrivati in Toscana, furono mercanti prima a Prato e poi a Lucca. Infine Pescia. Nel Settecento, la carta Magnani arriva nei principali mercati internazionali: le piazze livornesi, quelle di Genova, e poi Marsiglia e Lisbona, da dove partiva per gli altri Continenti. Un secolo dopo, la si trova a Londra, Amburgo, Tunisi, Alessandria d’Egitto, in Brasile. I segni del suo respiro internazionale trovano prova ancora oggi nelle lettere dei fratelli Shelley conservate nella Biblioteca Bodleiana di Oxford, nella raccolta di stampe iraniane dei tempi della Dinastia Qajar all’Harward Art Museum di Cambridge, nelle lettere di Lord Byron, nelle pagine su cui fu stampato il testo religioso indiano Bhagavata Purana, in diverse opere oggi al Castello Sforzesco di Milano.

Cartiera Magnani: carta da lettere, carta filigranata per valori bollati, banconote

La fortuna di Casa Magnani è legata storicamente a due settori in particolare: la carta da lettere e da stampa e la carta per valori bollati e carte di sicurezza. Da sempre il cliente ha potuto scegliere di personalizzare le filigrane scelte. La vicinanza a nomi come D’Annunzio e Giacomo Puccini portò i Magnani a farsi strada nel mondo delle arti: al Musée Picasso di Parigi sono conservate bozze di Pablo Picasso disegnate su carte Magnani, usate anche da Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Pietro Annigoni. La produzione per carta di sicurezza (titoli azionari e assegni bancari) è ancora più ampia. Si va dal settore alimentare – Birra Peroni, Motta, Lavazza – a quello bancario -Banco di Roma, Banco de España, Assicurazioni Generali. E ancora Alfa Romeo, Alitalia, ENEL, Eni, Armani, Valentino, Missoni. Nel 1920 Casa Magnani inizia a fornire carta per la produzione di banconote non solo all’Italia ma anche ad Argentina, Brasile, Francia, Messico, Spagna, Perù, Turchia, Thailandia, Uruguay, Grecia.

Con l’accentramento dell’industria cartiera a Fabriano e la nazionalizzazione della Cartiere Miliani da parte del Poligrafico dello Stato, verso gli anni Ottanta inizia il declino di Casa Magnani, fino al passaggio di proprietà fuori dalla famiglia e la chiusura a inizio anni Novanta. Primo passo verso la rinascita è stata l’acquisizione nel 2005 della Cartiera Le Carte di Pescia da parte della famiglia Carrara, che oggi ospita il Museo della Carta di Pescia. Nel 2021 è entrato a far parte di un consorzio europeo che vede Italia, Polonia, Germania, Francia e Repubblica Ceca unite per portare avanti ‘Paper Mills of Europe’, progetto transnazionale di candidatura europea UNESCO. Il percorso iniziato nel 2012 con l’avvio delle attività di recupero della tradizione attraverso la formazione di una nuova generazione di mastri cartai porta, dopo il coinvolgimento dei fratelli Magnani, alla ripartenza dell’attività imprenditoriale della casata, senza abbandonare i corsi di formazione che, spiega Magnani, continuano a tenersi nei locali dell’associazione museale.

Casa Magnani: Artigianato e Palazzo 2021 

Il Salone da Ballo di Palazzo Corsini, teatro di Artigianato e Palazzo, a settembre 2021 ha messo in mostra una serie di forme da carta filigranate conservate al Museo della Carta, oltre a documenti d’archivio come il telaio della carta su cui furono realizzati i ritratti di Napoleone Bonaparte e Maria Luisa d’Austria in occasione delle loro nozze. «È la prima volta che collaboriamo con Artigianato e Palazzo, per l’occasione abbiamo stretto un accordo con un ente calligrafico e una calligrafa. In esposizione ci saranno biglietti da visita, carta da scrittura e da disegno, altri nuovi prodotti», ha spiegato Magnani. Anche per questa mostra, seguendo la tradizione della fiera, al centro dell’indagine è la figura di chi lavora la carta: il processo di creazione sarà ricreato dal vivo da un mastro cartaio, un mastro filigranista, una cucitrice di filigrana e sarò presente un calligrafo.

Artigianato e Palazzo 2021 

Dal 16 al 19 settembre si è tenuta a Firenze la 27esima edizione di Artigianato e Palazzo. Dalla prima Mostra nel 1995, la fiera dedicata al lavoro degli artigiani ha ospitato oltre 800 diversi espositori e più di 167mila visitatori.

Giacomo Cadeddu

L’autore non collabora, non lavora né partecipa, non riceve compensi né finanziamenti, da alcuna azienda o organizzazione che possa ricevere vantaggi economici o di sorta dalla pubblicazione di questo articolo.

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