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Brunello Cucinelli, custode di Bellezza – il nuovo Sogno: una biblioteca universale

Volumi dal mondo alla Biblioteca universale di Solomeo. Il sogno di Brunello Cucinelli è un nuovo umanesimo: l’uomo al centro della tecnologia deve riprendersi la vita, il lavoro deve dare profitto, ma con etica

Brunello Cucinelli: i risultati dell’azienda

Produzione annua, un milione di pezzi per un fatturato di 544 milioni di euro (nel 2020). L’azienda è stata quotata in borsa nel 2012. Brunello Cucinelli dà lavoro a 1700 dipendenti: l’ufficio stile, l’ufficio commerciale, lo studio prototipi, il controllo della produzione e l’amministrazione impiegano i quasi 900 impiegati in sede – i restanti si trovano nei 136 negozi monomarca nel mondo (franchising inclusi), che compongono una rete distributiva insieme ai 500 account su negozi multi brand, dalla piccola boutique di provincia a Neiman Marcus. «C’è una regola, se uno offende è licenziati. Non esiste mai un motivo per offendere un essere umano», dice Brunello. La produzione resta in mano ai fasonisti – tutti in Italia, di cui l’80 per cento in Umbria – per salvaguardare la produzione artigianale di un laboratorio locale. In sede arriva il materiale primo – il cachemire dalla Mongolia cinese.

Brunello Cucinelli: il padre, gli studi, la carriera 

Brunello vive in campagna fino a 15 anni. Lavorava con gli animali, era il più magro – il padre teneva l’aratro: i solchi devono essere dritti, ne chiedeva ragione al padre – perché sono più belli – è la frase che scrisse Goethe durante il viaggio in Italia. la decima per la chiesa era destinata alla comunità – mentre in casa non c’erano né luce né bagno. «La prima volta che sono stato in Cina era il giorno prima di Tienamen: le persone vivevano come animali. Adesso vivono come noi negli anni Sessanta quando lavoravo nei campi: hanno fatto passi da giganti».

Da ragazzo, Brunello non ha studiato – la sua scuola era al bar all’angolo, dove si conversava fino a notte fonda di anima, di donne, di religione, di politica e filosofia. Non è una giustificazione quando cita un giornale inglese su cui gli capitò di leggere un sondaggio che indicava al 60 per cento la soglia di persone ricche senza istruzione. A 45 anni, suo padre andò a lavorare in fabbrica, e la famiglia si installa in un centro urbano. La sera tornando dal lavoro, se gli occhi bruciavano, non c’era il collirio, ma le patate sulle palpebre. Il padre scherza sempre, ancora oggi a 90 anni, scherza con Maria, una ragazza di Solomeo «Maria, Maria quanto sei bona… eh, se solo avessi settant’anni» – da notare il desiderio dei settanta, e non quaranta.

Il Sogno di Solomeo, Feltrinelli

Il Sogno di Solomeo, edito da Feltrinelli, racconta l’avventura e i traguardi di Cucinelli – tra i suoi pochi rimorsi, il pensiero di aver inculcato alle proprie figlie, così come tutti i genitori di oggi, anche un senso di paura. Il lavoro deve dare profitto, certo, ma con etica, dignità, morale. «Bisogna riportare la dignità al centro del lavoro». Il sogno di Brunello è l’evoluzione di un nuovo umanesimo: l’uomo al centro della tecnologia che possa riprendersi la vita, senza connessione «Se una mia dipendente mi manda una mail alle sei di mattina vedi che il giorno dopo non la manda più». Invitato presso la sede di Amazon a San Francisco, Brunello sottolineò come proprio lì, in quella azienda ci fossero i Da Vinci del 2000 – «ma Leonardo era un umanista, voi sarete veri umanisti quando riuscirete a portare l’uomo al centro della rete. Un mio amico mi ha detto che aveva 441 email da leggere alle otto di sera – ma tu come fai, ti devi buttare di sotto».

L’Italia è il migliore stato sociale del mondo

«Possono dire quello che vogliono, ma l’Italia è il migliore stato sociale del mondo – oltre al fatto che abbiamo inventato il pianoforte e il bacio. Ho visto più di 60 governi e 30 premier. Non sono preoccupato di questo o quel governo, tra un anno passa». I debiti lavorano anche di domenica, usava ricordargli il padre. Quando Brunello gli parlò del suo progetto, di pullover in cachemire, il padre lo guardò stranito, non capendo né la parola pullover, né là parola ‘cachemire’. Babbo ho comprato questi capannoni, gli spiegò mostrandoglieli – E tu che ci fai?Li butto giùTu sei proprio matto.

I capannoni sono stati abbattuti. Il Borgo di Solomeo è stato restaurato – il campanile suona l’ora, dieci tocchi per le sette e tre quarti, e l’Ave Maria che sono due minuti di bronzo stonato: «La sentite, vero, la pace che regalano le campane?». Brunello si alza presto la mattina, passeggia e conversa con i santi, Benedetto e Francesco. «L’uomo è un custode. Noi siamo custodi. Quando si fa un progetto, bisogna prevederne la custodia». Il concetto della periferia e un aggettivo ripetuto – amabile, il luogo dove vive l’uomo è amabile, va salvato e protetto – appunto custodito. Se la custodia è la dignità dell’uomo, il lavoro la eleva: il lavoro eleva la dignità dell’uomo, così si riassume la forza di Brunello Cucinelli. 

Brunello Cucinelli S.p.A. 

La casa di moda italiana è stata fondata nel 1978 a Ellera di Corciano, vicino a Perugia. Inizia con la produzione di maglieria da donna in cashmere colorato. Sette anni più tardi, nel 1985, acquisisce il castello trecentesco di Solomeo, dove, nel 1987 (dopo due anni di restauri) si trasferisce la sede dell’impresa. L’azienda è quotata dal 2012 alla Borsa di Milano nell’indice FTSE Italia Mid Cap.

Nota della redazione – La Biblioteca universale di Solomeo – il progetto di Fondazione Brunello e Federica Cucinelli 

Una biblioteca universale. Nel 2024 ne è prevista l’apertura, in una villa settecentesca restaurata nel borgo di Solomeo, in Umbria. Sarà in grado di accogliere 400-500 mila libri provenienti da tutto il mondo, su cinque discipline: la filosofia, l’architettura, la letteratura, la poesia e l’artigianato – intanto l’obiettivo è di averne 30-35mila per il 2024. ll progetto di Fondazione Brunello e Federica Cucinelli è stato presentato al Piccolo Teatro Strehler di Milano dall’imprenditore e stilista, assieme all’architetto Massimo de Vico Fallani. Nel 2008 la Fondazione aveva già dato vita a una Biblioteca, all’interno dell’Accademia Neoumanistica Aureliana, un edificio di stampo neoclassico che fa parte del Foro delle Arti di Solomeo. Uno spazio aperto a tutti, dedicato al dialogo e alla promozione della cultura. Anche la biblioteca universale sarà aperta a tutti, messa in piedi da un team di dieci persone che in giro per il mondo acquistano volumi da portare a Solomeo. Quattro persone lavoreranno in sede.

Les anges, Jean Cocteau

Carlo Mazzoni

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